Blocco del Brennero, la giornata: A22 riaperta e traffico regolare, caos treni per un sabotaggio. Il Wwf con i manifestanti: "Circolano troppe merci, servono misure"
Dopo il blocco del corridoio del Brennero per la manifestazione ambientalista l'autostrada è stata riaperta e non si registrano criticità. Il racconto della giornata, dal monitoraggio costante nelle centrali operative provinciali a chi per lavoro ha dovuto "allungare" il percorso, fino al caos dei treni per un incendio doloso che ha coinvolto delle centraline elettriche sulla linea Brennero-Verona e alla presa di posizione del Wwf a favore della manifestazione

TRENTO. È stata riaperta attorno alle 18.40, con qualche minuto di anticipo rispetto al previsto, l’autostrada del Brennero chiusa per la manifestazione ambientalista in Tirolo – con centinaia di persone che hanno occupato l'autostrada – e contestualmente è stato riaperto anche il tratto italiano, interdetto fino a quel momento all’altezza di Vipiteno. Se si temevano grandi disagi alla circolazione nell'immediatezza della riapertura, questa preoccupazione è sfumata dal momento che non si sono registrate code né un numero elevato di mezzi che hanno ripreso il viaggio.
E anche la giornata, sia in Trentino che in Alto Adige, non ha registrato particolari disagi al traffico, con le sale operative delle due Province autonome che hanno monitorato costantemente la situazione. "La popolazione si è comportata in modo responsabile - ha dichiarato il governatore Altoatesino Arno Kompatscher - e ha seguito i consigli da noi diffusi in precedenza, evitando così ingorghi di grandi proporzioni". Stesso discorso in Trentino, con il traffico registrato sull'Autostrada del Brennero, e sulle principali strade extraurbane, che si è mantenuto regolare.
Qualche disagio, naturalmente lo ha sofferto chi non ha potuto evitare di mettersi in strada in entrambe le direzioni, dovendo optare per cambi di percorso che hanno allungato la durata del viaggio: testimone di questo Massimo Sgurelli, il camionista trentino che sui propri canali social racconta la sua professione, che per raggiungere una località situata a circa 80 chilometri a nord di Kempten ha impiegato otto ore e mezza, invece di cinque e mezza (QUI ARTICOLO).
Parallelamente al blocco del corridoio del Brennero, nel corso della mattinata, a creare disagi alla circolazione, questa volta ferroviaria, è stato un blocco di due ore causato da un incendio doloso a due centraline elettriche sulla linea Brennero-Verona (QUI ARTICOLO), che ha generato cancellazioni e ritardi fino a 100 minuti: sul fatto son in corso le indagini da parte della Digos di Verona e tra le ipotesi al vaglio c'è anche quella di un gesto legato alla manifestazione ambientalista.
Al netto della situazione riguardante la viabilità, a far discutere sono anche i temi che hanno animato la manifestazione ambientalista oltre il confine: su tutti le conseguenze del traffico "pesante" sul valico del Brennero. A rimarcarle, schierandosi dalla parte dei manifestanti, è il Wwf del Trentino Alto Adige che ha analizzato i principali punti, ribadendo che "servono misure immediate per ridurre i mezzi pesanti attraverso le Alpi, ma circolano troppe merci".
LA PRESA DI POSIZIONE DEL WWF DEL TRENTINO ALTO ADIGE A FAVORE DELLA MANIFESTAZIONE
“Sosteniamo il blocco del traffico sul Brennero del 30 maggio, e ribadiamo l'urgenza di misure immediate per ridurre l'insostenibile transito di mezzi pesanti attraverso le Alpi”. Questo il commento del Wwf del Trentino Alto Adige che si schiera a favore della manifestazione ambientalista oltre il confine che ha causato la chiusura del corridoio del Brennero.
Ad essere specificato, in una nota diffusa, è come il Wwf consideri l'attuale volume di traffico merci su gomma “una minaccia diretta per la salute delle popolazioni alpine e per l'ambiente” e ad essere espressa è “piena solidarietà” al comune di Gries am Brenner che “ha organizzato nei minimi dettagli e con l'approvazione dell'autorità giudiziaria la manifestazione, un segnale che il Wwf appoggia come necessario e non più rinviabile”.
A seguire poi alcune richieste dirette da parte dell'associazione: tutela della salute e dell'ambiente, trasferimento delle merci su rotaia, sostegno alle restrizioni tirolesi, internalizzazione dei costi esterni e contrarietà a nuove autostrade alpine, a partire dalla Valdastico Nord.
“Il traffico pesante provoca inquinamento atmosferico e acustico, superando spesso i limiti di legge e colpendo la salute dei residenti del Wipptal e della Val d'Isarco, da anni esasperati dal passaggio incessante dei Tir. Il Wwf – si legge nella nota – chiede uno spostamento massiccio e rapido del trasporto merci dalla strada alla ferrovia, mezzo enormemente più efficiente per consumo energetico ed emissioni di anidride carbonica”.
A seguire il tema del sostegno alle restrizioni tirolesi, con il Wwf che “difende le misure adottate dal Land Tirolo”. In ordine: divieti settoriali, divieto di circolazione notturna, operazioni di blocco, definiti “strumenti legittimi e necessari per proteggere persone ed ecosistemi”.
“I costi del trasporto su gomma – continua l'associazione – quali inquinamento, danni alla salute, incidenti spesso mortali, ricadono oggi sulle comunità locali e sulla collettività e chi trasporta deve pagarne il prezzo reale”.
Ad essere affrontato, con l'associazione che esprime un “no” deciso, è il tema delle nuove autostrade alpine, a partire dalla Valdastico Nord.
“Ci opponiamo con fermezza al prolungamento verso nord dell'A31, la cosiddetta Valdastico Nord e a qualunque nuova grande arteria stradale attraverso le Alpi. Le nuove infrastrutture – viene rimarcato - non riducono il traffico: lo moltiplicano. Ogni aumento di capacità viene rapidamente saturato da nuovi flussi, generando più mezzi, più emissioni e più pressione su territori già fragili. Le Alpi non sono un corridoio da potenziare, ma un ecosistema da difendere.”
Infine, una riflessione sul “nodo di fondo della questione, il modello di produzione e consumo che alimenta volumi di traffico crescenti”.
“Il Wwf è consapevole che nessuna opera, nemmeno il Tunnel di Base del Brennero, sul quale pure nutre aspettative, potrà risolvere il problema finché non si affronta la sua radice: circolano semplicemente troppe merci. Il volume crescente del traffico – spiega l'associazione – non è un'anomalia tecnica da correggere con più asfalto o più binari, ma il riflesso di un modello economico fondato sulla crescita continua di produzione e consumo. È una dinamica che si ripete: ogni nuova capacità messa a disposizione su gomma, come su rotaia, tende a essere immediatamente riempita dalla domanda, senza che la pressione complessiva diminuisca”.
Il Wwf sottolinea poi la convinzione che la transizione vada accompagnata da un ripensamento più ampio: filiere più corte, una fiscalità del trasporto che rispecchi i costi reali e una revisione dei modelli di consumo che alimentano questa domanda apparentemente infinita.
“Spostare le merci sul ferro resta indispensabile e prioritario, ma da solo non basta se la quantità complessiva di ciò che muoviamo continua a crescere. Si tratta – chiosa la nota diffusa – di trasformazioni strutturali, che richiedono tempo. Proprio per questo, però, non si può attendere: servono fin da subito misure immediate, restrizioni al traffico pesante, tassazione equa, priorità assoluta alla rotaia per contenere il volume dei transiti e tutelare la salute delle popolazioni e l'ambiente alpino”.












