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Assestamento di bilancio e Defp, "Il Trentino tra i migliori d'Europa, più risorse a sviluppo e coesione sociale"

La giunta ha varato il Documento di programmazione economica e finanziaria. Rossi: "Abbiamo tenuto ferma la spesa corrente, senza modificare la qualità dei servizi, anzi in qualche caso accrescendola". Approvata anche la manovra di assestamento, 233 milioni di euro le risorse disponibili

Di db - 07 luglio 2017 - 05:52

TRENTO. Sprizza ottimismo il Documento di Economia e Finanza approvato oggi dalla Giunta provinciale. "Un Trentino saldamente attestato fra le prime 50 regioni dell'Europa per benessere e qualità della vita, con un pil pro capite a livello della Germania - pari a 35.500 euro circa (media italiana 27.800) - ed un welfare che contiene efficacemente disagi e rischio-povertà".

 

Ma anche un Trentino a cui il Patto di garanzia firmato dalla Provincia con il Governo nel 2014, ha consegnato un quadro più certo e stabile sul versante della finanza pubblica, e che grazie agli investimenti realizzati può affrontare con più determinazione il calo delle risorse determinatosi negli ultimi anni per effetto del concorso al risanamento del deficit dello Stato.

 

"Rispetto all'andamento degli ultimi anni - spiega il governatore Ugo Rossi - emergono degli elementi decisamente positivi, c'è una rinnovata capacità a competere da parte della nostra economia e soprattutto una ripresa della fiducia, sia delle famiglie che delle imprese. Veniamo non da una semplice crisi ma da una lunga fase di cambiamenti che ha profondamente modificato il contesto e l’approccio della finanza pubblica".

 

"In particolare - spiega - abbiamo tenuto ferma la spesa corrente, senza modificare la qualità dei servizi, anzi in qualche caso accrescendola. Il che significa che la spesa è stata di fatto ridotta. Risultati come questo sono raggiungibili solo con un gioco di squadra, con il contribuito degli enti locali che hanno lavorato con noi facendo la loro parte, da protagonisti del sistema".

"Abbiamo oggi livelli di benessere pari a quelli delle regioni più avanzate della Germania o della Svezia, e abbiamo anche maggiore equità, grazie all'insieme delle nostre politiche sociali, che sostengono chi ha più bisogno ma al tempo stesso lo stimolano ad impegnarsi per cambiare la propria situazione".

 

"Il Defp - ha spiegato - riporta una previsione di crescita del pil trentino, prudente, come sempre abbiamo fatto ma gli ultimi dati confermano che il dato sarà confermato al rialzo, e sappiamo che ogni punto percentuale di pil si traduce in entrate per 45/50 milioni".

 

"Dobbiamo insistere - ha detto Rossi - anche nei prossimi anni su questa strada, dando priorità agli investimenti pubblici capaci di far partire gli investimenti privati, sostenendo in maniera mirata le imprese che investono su innovazione e personale, semplificando ulteriormente la burocrazia e focalizzando ancora di più le nostre politiche sugli obiettivi strategici elencati nella terza parte del documento".

 

Il Trentino è fra le Regioni di punta in Europa anche per quanto riguarda tutta una serie di indicatori che misurano la qualità della vita: occupazione, istruzione, rischio povertà, spesa per ricerca e sviluppo. Il tasso di occupazione è pari a 71,4%, il linea con la media europea (71,1%) e superiore a quello italiano (61,6%).

 

La disoccupazione è al 6,8% (Italia 11,7%, Europa 8,5%). La percentuale di popolazione a rischio povertà ed esclusione sociale, invece, è pari a 15,8%, molto al di sotto del tasso italiano (28,7%), di quello medio europeo (23,7%) e anche della Germania (20%).

 

Il sistema di welfare e la qualità della vita caratterizzano quindi in modo distintivo il Trentino. Nel 2016 fra il 70 e il 75% della popolazione si è detta molto o abbastanza soddisfatta riguardo alla propria situazione economica e anche all'impiego del tempo libero. Il Trentino si caratterizza inoltre per una più equa redistribuzione del reddito rispetto al resto del Paese.

 

Infine, gli imprenditori in generale manifestano ottimismo riguardo al ciclo economico del prossimo futuro: da tre anni il fatturato cresce e nel 2016 si è registrato un + 1,6% (3,9% nel primo trimestre 2017), mentre nel 2015 il saldo fra imprese che aprono e imprese che chiudono è tornato ad essere positivo. Questa rinnovata fiducia si riflette su una ripresa degli investimenti, specie in automezzi, macchinari, attrezzature.

 

Nel quadro finanziario vengono invece analizzate le entrate e le spese pubbliche, sia spese correnti sia per investimenti. Emergono sul versante delle entrate gli effetti del Patto di garanzia del 2014, a seguito del quale le dotazioni finanziarie si sono riposizionate su un livello pari a circa i 7,5 decimi delle entrate (anziché 9 decimi come previsto dall'Accordo di Milano del 2009).

 

Va ricordato peraltro che fra gli effetti del Patto di garanzia vi sono il venir meno del Patto di stabilità a decorrere dal 2018 e soprattutto l'impossibilità per lo Stato di modificare unilateralmente l’entità dei concorsi previsti se non nell’ambito dei margini di flessibilità già concordati (dal 2018 solo in presenza di eccezionali esigenze di finanza pubblica lo Stato potrà incrementare il contributo richiesto, nella misura massima del 10%, e per periodi di tempo limitati).

 

A livello di spesa corrente il Defp registra una complessiva stabilità rispetto alla precedente legislatura e questo grazie a un rigoroso controllo dell'evoluzione della spesa stessa, che senza interventi correttivi crescerebbe  in maniera automatica: abbiamo una media di 3.145 miliardi nel periodo 2014-18, contro i 3.140 miliardi del periodo 2009-2013.

 

Grazie a questo stretto controllo della spesa corrente, anche a fronte della riduzione delle risorse disponibili, la Provincia potrà essere in grado di impiegare risorse alla voce investimenti nel 2020 per circa 402 milioni all'anno.

 

"Per quanto riguarda gli scenari futuri - spiega Rossi - è indispensabile mettere in atto precise politiche che riducano la rigidità della spesa, contengano la spesa corrente, selezionino le priorità di intervento e di investimento, favoriscano il reperimento delle fonti d’entrata, con grande attenzione agli effetti prodotti dalle politiche fiscali".

 

Obiettivi strategici sono capitale umano, lavoro, economia, società, identità territoriale e ambientale, autonomia e istituzioni. Per ciascun obiettivo strategico vengono richiamate le finalità, il contesto di riferimento aggiornato con gli ultimi dati, le strutture coinvolte nel raggiungimento dell’obiettivo e le politiche da adottare per il 2018.

 

Oltre al Defp, la Giunta ha approvato l'assestamento di bilancio. Ammontano a 233 milioni di euro le risorse disponibili, derivanti in parte da maggiori entrate, per complessivi 170 milioni, in parte da minori spese. La loro destinazione è chiara: sono gli obiettivi prioritari già individuati dalla Giunta, e ribaditi dal Defp 2017, ovvero: crescita, in particolare attraverso la leva degli investimenti pubblici, occupazione, coesione sociale e sostegno alla famiglia, tutela dell'ambiente, efficientamento della macchina pubblica.

 

 

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