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Sait, ok alla 'mobilità volontaria', ma la Cgil non firma l'accordo: "Inadeguato"

Sono una trentina i dipendenti coinvolti in questa intesa. Cisl e Uil hanno sottoscritto l'accordo che prevede anche la formazione per sostituire quegli addetti che lasciano i supermercati e i versamenti delle quote a Coop salute

Di Luca Andreazza - 01 luglio 2017 - 13:01

TRENTO. Sono iniziate le manovre per la 'mobilità volontaria' per trenta dipendenti Sait. L'azienda, Cisl-Fisascat e Uil-Uiltucs hanno trovato un accordo.

 

L'intesa prevede la definizione di una somma incentivante e la prelazione a favore dei lavoratori in Cigs, che abbiano effettuato specifico percorso formativo aziendale di riqualificazione, per lo svolgimento di particolari attività nei punti vendita del Consorzio, ma anche il versamento della quota aziendale della mutua Cooperazione salute a favore dei lavoratori in sospensione lavorativa con intervento della cassa integrazione, che ha raccolto il recente avallo da parte del Ministero del lavoro.

 

Un accordo che però si è chiuso senza la firma della Filcams Cgil, che si è trovata d'accordo solo su un punto: la copertura assicurativa con Cooperazione salute. Sait verserà quanto dovuto anche per i lavoratori posti in cassa integrazione. "Avevamo chiesto questo impegno - spiega Roland Caramelle, segretario generale della Filcams trentina - e prendiamo atto che su questo Sait ha accolto la nostra richiesta, ma tutto il resto non torna".

 

La Cgil ritiene infatti l'incentivo all'esodo inadeguato. “Dal nostro punto di vista - aggiunge il segretario - questo è un disincentivo all'esodo. Difficile che i lavoratori possano scegliere questa strada: chi ha già un lavoro, non porta a casa quasi nulla, chi ha la voglia di scommettere su una nuova attività, anche in proprio, non avrà le spalle coperte".

 

Secondo il sindacato, i lavoratori che scelgono di lasciare il posto di lavoro avranno un incentivo economico calcolato sulla differenza tra paga base di un quarto livello e la Naspi, per un tempo massimo di 18 mesi di permanenza in disoccupazione, quindi fino ad un massimo di circa 7.500 euro. "Chi avrà la fortuna - riflette - di ricollocarsi subito o di mettersi in gioco, nei fatti verrà penalizzato".

 

L'accordo prevede anche che una parte dell'incentivo sia trattabile individualmente con l'azienda e questo è un altro punto molto criticato dalla Filcams. "La trattativa individuale - aggiunge la Cgil - penalizza ovviamente i lavoratori e le lavoratrici più deboli". 

 

"Non è assolutamente chiaro - incalza il sindacalista - se quanto messo sul tavolo per le uscite volontarie andrà a ridurre le eventuali risorse che Sait dovrà stanziare per gli esuberi. Non c'è nessuna presa di posizione e tanto meno chiarezza. L'unica certezza è che Sait sul piano sociale stia navigando a vista".

 

Bocciate anche le uscite volontarie e le riduzioni degli esuberi con una loro ricollocazione nei posti lasciati liberi. "La ricollocazione non è automatica - conclude Caramelle - ma è rimessa alla buona volontà di Sait che comunque potrebbe ricollocare anche sulle famiglie associate il personale in cassa integrazione. Un'altra dimostrazione di come il consorzio non assume alcuna responsabilità".

 

 

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