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Brunetta per il rinnovo dei contratti pubblici ma in Trentino per Fugatti non ci sono le risorse. I sindacati: ''Gli daremo la sveglia''

I sindacati intervengono sulle dichiarazioni di Fugatti a margine dell’intervento del ministro Renato Brunetta al Festival dell’Economia. Diaspro (Fp Cgil), Pallanch (Cisl Fp), Tomasi (Uil Fpl) e Valentinotti (Fenalt): "Parole gravi perché questa volta sono state pronunciate in una kermesse di livello internazionale. Continua con contrapposizione in modo demagogico e populistico"

Pubblicato il - 05 giugno 2021 - 13:38

TRENTO. "La sentenza del 2015 della Corte costituzionale che ha sbloccato i contratti pubblici dopo un blocco di otto anni". Dicono Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp), Marcella Tomasi (Uil Fpl) e Maurizio Valentinotti (Fenalt). "E questa richiama esplicitamente gli articoli 3 (pari dignità dei lavoratori pubblici e privati), 36 (diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro), 39 (diritti sindacali) e 97 (buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione)".

 

Si attendono ora le mosse della Provincia. "Occorrerà evidentemente ricordare questi principi al presidente Fugatti che continua a pensare che i dipendenti pubblici trentini non meritino il rinnovo del proprio contratto, unici nel panorama nazionale. E si inizia dal 18 giugno con una prima grande iniziativa unitaria in piazza Dante".

 

I sindacati intervengono sulle dichiarazioni di Fugatti a margine dell’intervento del ministro Renato Brunetta, ospite del Festival dell’Economia. "Le parole del presidente - aggiungono Diaspro, Pallanch, Tomasi e Valentinotti - confermano dunque, oltre che un problema politico-sindacale, una questione di legittimità costituzionale per l’artificioso blocco dei contratti pubblici trentini. Parole gravi perché questa volta sono state pronunciate in una kermesse di livello internazionale, non al bar di Marani di Ala, e perché ancora una volta si tirano in ballo presunte insostenibilità economiche e soprattutto la non opportunità di rinnovare i contratti pubblici, continuando nella contrapposizione, in modo demagogico e populistico, tra lavoratori dei servizi pubblici ad altre realtà economiche che hanno subito peggiori conseguenze dalla pandemia".

 

Un altro nodo per le parti sociali è quello della “sostenibilità politica ed economica” delle svariate funzioni che l'Autonomia esercita in via diretta o delegata dallo Stato, "perché se non c’è sostenibilità economica per rinnovare i contratti pubblici trentini, occorrerà evidentemente rivalutare le condizioni di particolare autonomia di cui gode la Provincia di Trento in tema di ordinamento degli uffici provinciali e del personale addetto. Ma c’è anche il tema della disparità di trattamento dei pubblici dipendenti trentini rispetto ai colleghi nazionali e delle altre regioni e province a statuto speciale".

 

"Se si uscisse dalla falsa propaganda politica - proseguono Cgil, Cisl, Uil e Fenalt - potremmo ragionare sul Pil prodotto dalla Pa, sull’interesse e necessità della Pat ad acquisire i fondi europei contando proprio su competenze, professionalità e innovazione, sulla valorizzazione dei comparti della sanità, delle case di riposo, delle autonomie locali coi settori molto delicati legati alla emergenza e alla protezione civile, sul sistema che deve assicurare i servizi pubblici universali, sulla necessità di fare comunità al di là della professione esercitata. Una lezione che pensavamo avesse imparato durante la pandemia".

 

Queste le ragioni che portano i sindacati a organizzare la manifestazione di venerdì 18 giugno. "una mobilitazione che si rende ancora più necessaria: valuteremo con le lavoratrici ed i lavoratori le iniziative politico sindacali e giudiziarie per fare cambiare idea al presidente Fugatti a partire dalla manovra di assestamento", concludono Diaspro, Pallanch, Tomasi e Valentinotti.

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