Inverno in chiaroscuro e dopo l'Epifania un salto nel vuoto. Gli albergatori: ''Arrivano disdette, impossibile fare valutazioni''
L'ultimo decreto dispone l'obbligo di mascherina Ffp2 sugli impianti: "Un problema non da poco perché sono difficili da reperire". L'assessore Roberto Failoni: "Si cerca di fare il meglio possibile". Trentino Marketing: "Natale con segnali positivi ma dopo l'Epifania grandi incertezze. Si monitorano i mercati esteri per capire evoluzione dell'epidemia Covid"

TRENTO. "Si percepisce la voglia di sciare e di trascorrere dei momenti di divertimento e relax sulle piste, ma si avverte anche paura e incertezza". A dirlo Valeria Ghezzi (presidente di Anef-Associazione nazionale esercenti funiviari), mentre Gianni Battaiola (presidente Asat) aggiunge: "E' difficile fare previsioni e fare un bilancio di questo periodo: le scelte sono naturalmente condizionate dall'evoluzione epidemiologia e le disdette arrivano anche poco prima del check-in nelle strutture ricettive".
Dopo 20 mesi di blackout, i caroselli hanno ripreso a far girare il motore. Un comparto che è stato tra gli ultimi a ripartire e, nonostante le criticità legate all'epidemia, l'industria della neve si è avvicinata a questo appuntamento con entusiasmo e tantissima voglia di ritornare a lavorare. Una boccata d'ossigeno per il settore, anche se sarà complicato far tornare i conti, soprattutto sul fronte delle presenze dall'estero.
"L'afflusso è stato buono in questi giorni - prosegue Ghezzi - anche se non a livelli straordinari. Ci sono molte situazioni di quarantena o positività che bloccano interi nuclei familiari e questo ha ripercussioni sulla raggiungibilità delle stazioni sciistiche. In questo frangente dell'epidemia in peggioramento ci sono incertezze enormi e dopo il 9 gennaio è difficile capire quanto dobbiamo aspettarci. Ma intanto è stato importante ritornare attivi e teniamo duro: gli impianti girano e faremo tutto il possibile per mantenere l'apertura delle piste".
L'ultimo decreto dispone l'obbligo di mascherina Ffp2 sugli impianti. "Questo è un problema non da poco perché sono molto difficile da trovare in questo momento", spiega Ghezzi, quindi l'assessore Roberto Failoni prosegue: "Ci si organizza per far fronte a questa misura. C'è molta responsabilità da parte tutti, società funiviarie e operatori, residenti e turisti: si cerca di fare il meglio per salvaguardare la riapertura delle località sciistiche".
Un quadro non brillante, ma il comparto stringe i denti, reduce dall'ultimo inverno cancellato con tutte le ripercussioni del caso. "E' impossibile fare un bilancio. Ci sono tanti arrivi - evidenzia il presidente degli albergatori - ma la recrudescenza della curva epidemiologia porta anche numerosissime disdette. Le prenotazioni vengono cancellate anche a poche ore dal check-in e quindi è veramente complicato avere una situazione chiara. L'emergenza condiziona tutta la pianificazione".
Si lavora nella massima flessibilità per cercare di salvare il più possibile di questa stagione che resta atipica e fortemente caratterizzata da Covid. "Ogni operatore agisce come meglio crede - continua Battaiola - alcuni applicano penali in maniera più rigida, altri propongono un'assicurazione, altri ancora sono molto più accondiscendente nelle politiche che riguardano le cancellazioni".
Se adesso è tutto in evoluzione, le incognite maggiori arrivano dopo l'Epifania. Da lì in poi il contributo della componente straniera è storicamente fondamentale in termini di pernottamenti e fatturati. "E' praticamente impossibile organizzarsi: le prenotazioni stentano e non ci sono grandi certezze per le stanze confermate" dice Battaiola. "Ora - evidenzia Failoni - siamo concentrati per trarre il meglio da questo periodo. C'è grande attenzione per andare avanti, fortunatamente i dati ospedalieri sono stabili e la pressione appare ancora da classificazione a zona gialla. Adesso il comparto può lavorare e questo è un sollievo economico e psicologico. Non c'è da nascondere poi la preoccupazione, soprattutto da gennaio, ma il sistema con Trentino Marketing e con le Aziende per il turismo è attivissimo per cogliere ogni opportunità".
La stagione estiva è stata più che soddisfacente e il comparto ha potuto respirare, ma l'industria delle neve ha ancora un peso specifico fortissimo. Il cuore è Natale-Capodanno, ma basta una flessione del 20% per azzerare i margini. E le prospettive sui mercati quali in particolare Polonia e Repubblica Ceca sono molto nebulose. Dal 9 gennaio può esserci un salto nel vuoto.
"A fronte di grandi difficoltà e di tante incertezze, ci sono segnali positivi e incoraggianti. La sfida - commenta Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing - è quella di massimizzare tutto il possibile, anche se non è certamente un compito facile. La macchina della promozione lavora a pieno ritmo, poi restiamo in fase di monitoraggio e di verifica dei vari mercati. Manteniamo costantemente relazioni e contatti con i partner. Non è facile, le incognite sono molte, però cerchiamo di sfruttare ogni occasione e la struttura si fa trovare pronta per ogni necessità".












