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Pubblico impiego, La Pat: ''Emendamento per la copertura degli oneri 2019/2021''. I sindacati: ''La lotta paga ma resta sciopero fino a quando Fugatti non ci riceve''

I sindacati: "Vogliamo informazioni di prima mano e non vogliamo continuare a leggere sui giornali gli elementi di una vertenza così importante". Anche Zanella (Futura) presenta un emendamento sul contratto pubblico: "Il Trentino è l'unico territorio in Italia fermo sulla contrattazione del pubblico impiego e in questo modo si mortifica l'autonomia"

Di Luca Andreazza - 06 dicembre 2021 - 21:21

TRENTO. Contrattazione pubblico impiego: un emendamento alla finanziaria per la copertura degli oneri 2019/2021. Questo l'annuncio della Provincia. "L'importo autorizzato viene quindi stabilito in complessivi 63,3 milioni di euro per l'anno 2022 mentre sono confermati gli ulteriori 63,3 milioni di euro per il 2023 e altrettanti 63,3 milioni per il 2024".

 

Il provvedimento riguarda tutto il personale del pubblico impiego, dipendenti provinciali e degli enti strumentali, personale insegnante delle scuole a carattere statale, dell'infanzia provinciale ed equiparate e dei centri di formazione professionale. Per tutto il personale è aggiunta anche la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale per il triennio 2022/2024 nella misura percentuale definita dalla normativa statale.

 

Per quanto riguarda il riconoscimento anche degli arretrati del triennio 2019/2021, la Giunta provinciale, constatata l'impossibilità di farvi fronte in sede di bilancio preventivo, esprime tuttavia il convincimento che l'operazione potrà essere utilmente rivalutata in sede dell’assestamento di bilancio 2022.
"L'emendamento in finanziaria - commenta il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti - dimostra quanto abbiamo sempre detto sul contratto pubblico, ovvero che ci saremmo impegnati a stanziare le risorse necessarie qualora si fossero rese disponibili, come è effettivamente successo".

 

Quello del rinnovo del contratto del pubblico impiego è tra gli argomenti di maggior scontro tra piazza Dante e parti sociali (Qui articolo). "Un segnale importante, la lotta paga", spiegano Luigi Diaspro (Fp Cgil) e Cinzia Mazzacca (Flc Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Stefania Galli (Cisl scuola), Giuseppe Varagone (Uil Fpl Sanità), Maurizio Valentinotti (Fenalt), Cesare Hoffer (Nursing up) e Ennio Montefusco (Satos). "Ma lo sciopero resta confermato, finché Fugatti non ci riceverà personalmente".

 

Le 8 Federazioni sindacali confermano quindi la manifestazione indetta per il 16 dicembre (Qui articolo), "se non ci sarà, prima di quella data, una convocazione formale in cui si spiegano ai rappresentanti dei lavoratori pubblici trentini i termini precisi degli stanziamenti previsti, le coperture e le prospettive per tutti i periodi indicati. Pertanto chiediamo una immediata convocazione delle categorie del pubblico impiego e della scuola: per avere informazioni di prima mano e non dover continuare a leggere sui giornali gli elementi via via emergenti di una vertenza così importante ma per la quale, finora, il presidente Fugatti non ha mai trovato il tempo di ricevere i sindacati".

 

Anche in Consiglio provinciale arrivano i primi documenti per cercare di sbloccare questa situazione di stallo. "Va finanziato il rinnovo del triennio 2019/21 e le risorse provinciali non devono essere inferiori a quelle statali. L'emendamento della Provincia - dice Paolo Zanella (Futura) -  allinea semplicemente i fondi sul 2022 a quelli previsti su 2023 e 2024. Peccato che il rinnovo del 2019/21 non sia finanziato con due gravi conseguenze: si perdono gli arretrati e gli aumenti a regime che sarebbero derivati dalla chiusura del contratto. Il Trentino è l'unico territorio in Italia fermo sulla contrattazione del pubblico impiego e in questo modo si mortifica l'autonomia, oltre che le lavoratrici e i lavoratori che si spendono in prima linea e senza sosta ormai da mesi: si chiedono continui sacrifici senza però dare nulla in cambio".

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