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Sciopero e blocco straordinari, i sindacati alla Pat: ''Nessuna violazione. I lavoratori non si facciano confondere o intimidire: basta strumentalizzazioni della politica''

I sindacati: "E' una vergogna, invece di dare risposte alla vertenza che interessa 35 mila lavoratrici e lavoratori trentini e famiglie si strumentalizza con l'ennesimo messaggio demagogico e fazioso una circostanza imprevista e imprevedibile e, in ogni caso, limitata a un solo settore dei comparti mobilitati"

Di L.A. - 01 dicembre 2021 - 21:29

TRENTO. "Nessuna violazione e un tentativo di alimentare la confusione e diffondere una sorta di velata minaccia verso i dipendenti pubblici". I sindacati intervengono a stretto giro sulla presa di posizione della Provincia in materia sciopero e blocco degli straordinari previsto nei prossimi giorni. Nelle scorse ore piazza Dante aveva trasmesso una nota nella quale spiegava che erano "state ravvisate alcune violazioni dalla Commissione nazionale di garanzia" e che le parti sociali di stavano spingendo in "terreni non consentiti" (Qui articolo).

 

Accuse rispedite al mittente da Fp Cgil e Flc CgilCisl Fp e Cisl scuola, Uil FplFenalt, Nursing up e Satos. "Facciamo chiarezza: che la Commissione di Garanzia intervenga con proprie prescrizioni sulle proclamazioni di scioperi è previsto dalla legge, questo è fatto assolutamente frequente. La violazione, invece, deve essere contestata e quindi sanzionata quando la stessa si compie, non è certo il nostro caso".

 

Sono durissimi i sindacati e la frattura appare sempre più evidente tra parti sociali e politica. "Il comunicato della Provincia è da ritenersi quindi sbagliato nel merito e inaccettabile nel metodo - dicono Fp Cgil e Flc CgilCisl Fp e Cisl scuola, Uil FplFenalt, Nursing up e Satos - in quanto contiene accuse infondate per violazioni che non esistono, che respingiamo prontamente al mittente. Nello specifico si tratta di indicazioni della Commissione – prontamente recepite – relative alla concomitante proclamazione di uno sciopero a livello nazionale delle categorie della scuola del quale nulla, all’atto della proclamazione in Trentino, si sapeva a livello locale".

 

 

 

Lo sciopero nazionale del settore scuola è fissato, infatti, al 10 dicembre, quello dei lavoratori pubblici trentini al 16 dicembre. Per questo motivo, non essendoci i dieci giorni di distanza da uno sciopero all’altro come previsto dalla legge, la Commissione "indica" l’esclusione della scuola dall’iniziativa sul territorio provinciale.

 

"Non è pertanto ammissibile leggere affermazioni - proseguono le parti sociali - quali 'spingersi in terreni non consentiti' o giudizi censori quali 'devono osservare i limiti imposti dalla legislazione per la tutela dei servizi essenziali ai cittadini'. Non consentiamo alla Provincia di strumentalizzare una circostanza fortuita e di bacchettare maldestramente chi tutela i lavoratori e chi fornisce in concreto i servizi ai cittadini".

 

Le 8 Federazioni quindi ribadiscono la correttezza del proprio operato e del proprio agire. "Precisiamo ai cittadini, alle lavoratrici e ai lavoratori tutti che, nel recepire integralmente le indicazioni della Commissione di Garanzia relative alle circostanze riferite, abbiamo proprio questa mattina (mercoledì 1 dicembre) inviato nota di rettifica della proclamazione dello sciopero per escludere il settore scuola ma che lo sciopero rimane evidentemente proclamato per l'intera giornata del 16 dicembre per tutte le altre categorie del pubblico impiego (sanità, autonomie locali e ricerca) con astensione anche dalle prestazioni aggiuntive dal 4 al 22 dicembre. La scuola tutta proseguirà in ogni caso con modalità diverse la legittima rivendicazione di un dovuto contratto".

 

Resta, quindi, molto alta la tensione tra le parti sociali e piazza Dante; una situazione di disagio acuita soprattutto dalle risorse, ritenute fortemente insufficienti, stanziate tra il rinnovo del contratto 2022/24, l'una tantum per riconoscere gli arretrati del 2019/2021 e quanto destinato al protocollo di finanza locale.  "E' una vergogna - continuano i sindacati - invece di dare risposte alla vertenza che interessa 35 mila lavoratrici e lavoratori trentini e famiglie si strumentalizza con l'ennesimo messaggio demagogico e fazioso una circostanza imprevista e imprevedibile e, in ogni caso, limitata a un solo settore dei comparti mobilitati".

 

Si prosegue con le manifestazioni e i blocchi degli straordinari. "Rassicuriamo i lavoratori: non fatevi confondere, non fatevi intimidire. Con compattezza e ancora maggiore convinzione ribadiamo le ragioni dello sciopero del 16 dicembre e, dal 4 dicembre al 22, dello stop a straordinari e attività fuori dall’orario di lavoro ordinario, fino a quando non saranno rinnovati i contratti 2019/2021, con stanziamenti che non potranno essere inferiori a quelli previsti a livello nazionale", concludono Fp Cgil e Flc CgilCisl Fp e Cisl scuola, Uil FplFenalt, Nursing up e Satos.

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