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''Puntiamo sul nucleare di quarta generazione sulla capacità estrattiva del metano'', Confindustria sul rischio stangata nelle bollette di energia e gas

La stima è quella che nel primo trimestre i prezzi del gas possano superare di sei volte quelli di inizio 2021; stessa sorte per l’energia elettrica, Confindustria del Trentino: "Un pericolo per la ripresa e un motivo di interruzione delle attività. Serve un intervento immediato ma si devono trovare soluzioni strutturali"

Di L.A. - 27 dicembre 2021 - 20:07

TRENTO. "La situazione dei prezzi dell'energia e dei costi che le nostre aziende saranno costrette a sopportare nel prossimo periodo rischiano di essere un grave pericolo per la ripresa, se non addirittura motivo di forte difficoltà e nel peggiore dei casi di interruzione dell’attività". Questo l'allarme di Confindustria Trento. Il 2022 si aprirà all'insegna dei rincari, una stangata sulle bollette per l'energia. Nel solo mese di gennaio si potrebbero registrare un +50% e un +40% per elettricità e gas.

 

La stima è quella che nel primo trimestre i prezzi del gas possano superare di sei volte quelli di inizio 2021; stessa sorte per l’energia elettrica, ulteriormente appesantita dalla corsa del prezzo delle quote dell'anidride carbonica legate al mercato Ets. E Confindustria Trento si è attivata con l'associazione a livello nazionale per definire un’azione concreta di sistema a favore delle imprese associate.

 

"Fino adesso - spiega il direttore generale Roberto Busato - Confindustria Trento, tramite il lavoro del Consorzio Assoenergia e mediante gli interventi realizzati con lungimiranza in periodi di grande incertezza, ha garantito alle proprie associate un buon vantaggio rispetto all’infinita escalation dei prezzi.

Ma oggi più che mai risultano evidenti fragilità strutturali del sistema energetico nazionale ed europeo".

 

Le proiezioni sull'interno 2022 di Assoutenti-Associazione nazionale utenti servizi pubblici si prevedono dei rincari per le bollette dell'energia del 77% rispetto al 2019, con un picco del +200% per le imprese. "Abbiamo accolto con soddisfazione gli interventi degli ultimi giorni del premier Mario Draghi e del Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, in cui sono emerse tematiche quali l’incremento della capacità estrattiva nazionale di gas metano e il nucleare di quarta generazione. Questi sono strumenti ma anche elementi strutturali e non solamente emergenziali per attuare la transizione energetica in Europa".

 

Dopo le manovre messe in campo a luglio e settembre, il governo ha previsto un fondo ad hoc nell’ultima legge in bilancio. Gli stanziamenti, però, rischiano di essere insufficienti. "E' necessario - conclude Mario Dorighelli, presidente di Assoenergia - provvedere a un intervento immediato, con un’azione per salvare le imprese, motore di questo Paese: quanto fatto per le famiglie e i piccoli consumatori è lodevole, ma la dimensione del problema è drasticamente più ampia".

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