Caro energia, Santoni Vetri: ''Pensiamo di concentrare in un solo ciclo notturno la lavorazione dei materiali di almeno due diurni per ridurre consumo elettrico''
Nei suoi ormai cinquant’anni di storia, Santoni Vetri ha costantemente dimostrato di saper interpretare i tempi, cambiando e innovando. La crisi energetica rappresenta la nuova sfida. Questa realtà è protagonista su Trentino Industriale, la rivista di Confindustria Trento

ARCO. "In parte siamo riusciti ad assorbire questo eccezionale incremento, ma purtroppo non è bastato e siamo stati costretti a rivedere i prezzi finali dei prodotti". A dirlo Sandro Santoni, proprietario e amministratore dell'azienda di famiglia. "La nostra attività è composta da due cicli produttivi: uno diurno e uno notturno. Stiamo ragionando sulla possibilità di concentrare in un solo ciclo notturno la lavorazione dei materiali di almeno due cicli diurni con una conseguente significativa riduzione del consumo di energia elettrica".
In quanto impresa energivora e gasivora anche la Santoni Vetri di Arco risente in modo determinante degli aumenti vertiginosi dei costi di elettricità e gas. Gli importi delle ultime bollette, rispetto a quelli di inizio anno sono triplicati e le prospettive per i prossimi mesi non sono facili.
In attesa di sapere quali misure saranno varate a livello governativo, Santoni insieme al figlio Daniele, con lui ai vertici dell’azienda, sta valutando una serie di possibili interventi da attuare subito in autonomia. Fra questi la possibilità di implementare una “produzione concentrata” con lo scopo di ridurre in modo significativo i consumi.
Nei suoi ormai cinquant’anni di storia, Santoni Vetri ha costantemente dimostrato di saper interpretare i tempi, cambiando e innovando. La crisi energetica rappresenta la nuova sfida. Questa realtà è protagonista su Trentino Industriale, la rivista di Confindustria Trento.
Guardando al futuro. Sempre
In quanto impresa energivora e gasivora anche la Santoni Vetri di Arco sta risentendo in modo determinante degli aumenti vertiginosi dei costi di elettricità e gas. Gli importi delle ultime bollette, rispetto a quelli di inizio anno sono triplicati e le prospettive per i prossimi mesi sono tutt’altro che rosee. “È un periodo complesso e lo stiamo vivendo piuttosto male” afferma Sandro Santoni, proprietario e amministratore dell’azienda di famiglia nella quale è entrato nel 1976 e che da allora cura con dedizione, interpretando i tempi e cogliendo i cambiamenti.
"In parte – prosegue – siamo riusciti ad assorbire questo eccezionale incremento, ma purtroppo non è bastato e siamo stati costretti a rivedere i prezzi finali dei prodotti”. In attesa di sapere quali misure saranno varate a livello governativo, Santoni insieme al figlio Daniele, con lui ai vertici dell’azienda, sta valutando una serie di possibili interventi da attuare subito in autonomia. Fra questi la possibilità di implementare una “produzione concentrata” con lo scopo di ridurre in modo significativo i consumi.
“La nostra attività – spiega – è composta da due cicli produttivi: uno diurno e uno notturno. Durante quest’ultimo i macchinari lavorano in autonomia sui materiali assemblati di giorno. Stiamo ragionando sulla possibilità di concentrare in un solo ciclo notturno la lavorazione dei materiali di almeno due cicli diurni con una conseguente significativa riduzione del consumo di energia elettrica”.
Questa soluzione che verrà implementata nelle prossime settimane, anche con l’installazione di un impianto fotovoltaico, va ad affiancarsi, sempre in un’ottica di contenimento dei costi e di ottimizzazione della produzione, all’acquisizione,
conclusasi lo scorso mese di luglio, da parte di Santoni Vetri di Sametec, la società che l’impresa arcense aveva fondato nel 2005 insieme a un’impresa veneta, dedicata alla produzione di vetro stratificato.
“Era un passaggio obbligato dopo l’uscita di Metalvetro dalla società – commenta Santoni – ma la crisi energetica ci ha fornito una motivazione in più”. La storia di Santoni Vetri ha inizio nel 1973 quando il padre di Sandro, Mario, acquista dalla vedova di un vetraio di Arco l’attività del marito.
Da questo momento l’impresa di famiglia conosce uno sviluppo costante. Nel 1979 nasce la Società Santoni Vetri, nella quale ricopre un ruolo importante anche il fratello Elio che rimarrà in azienda fino al 1997, e il business si amplia. Al lavoro di vetreria si affianca quello di stratificazione e in epoca più recente la progettazione e la realizzazione di prodotti di design.
Dal 2012 Santoni Vetri inizia una collaborazione con il designer Luca Degara. Da questo sodalizio nasce un nuovo brand: Vetrogiardini. L’idea è quella di realizzare un prodotto da esterno allo stesso tempo funzionale ed elegante. Nasce così una collezione che inaugura la prima serie al mondo di sedute ornamentali per l’esterno in vetro strutturale. Il nuovo marchio viene presentato a fiere ed eventi come il Salone del Mobile di Milano e i suoi prodotti dalle linee essenziali incontrano il gusto del pubblico riscuotendo subito un enorme successo.
Tre modelli vengono selezionati per il progetto Quirinale Contemporaneo. Una mostra d’arte permanente, presso la residenza del presidente della Repubblica, voluta da Sergio Mattarella, per rappresentare, attraverso i 68 oggetti esposti (36 opere d’arte e 32 prodotti di design) l’eccellenza italiana in campo artistico dell’era repubblicana. Il successo è planetario e subito iniziano ad arrivare richieste dall’estero. Clienti, residenti in paesi come Arabia Saudita, Emirati Arabi, India o America, desiderano accaparrarsi una di quelle sedute discrete ed eleganti made in Italy. Forte e autentico rimane però il legame con il territorio in cui l’azienda è nata e cresciuta.
“La maggior parte dei clienti della vetreria – spiega – sono della zona mentre per i lavori di stratificazione ci contattano un po’ da tutto il Nord Italia. Siamo un gruppo formato da una quindicina di persone, una realtà familiare attenta al dettaglio e alla qualità del prodotto che viene seguito in tutte le fasi di realizzazione. È questo a renderci speciali, il nostro punto di forza nel perseguire grandi obiettivi e nell’affrontare le difficoltà come quelle contingenti al periodo attuale”.
Ne è prova il fatturato che, tranne una parentesi di rallentamento nel 2020, è in aumento costante. “Nel 2021 abbiamo registrato un incremento del 15% rispetto al 2019 e anche quest’anno il fatturato è in aumento, ma lo sono anche i costi
e lo sono in modo inquantificabile, perciò al momento non è possibile azzardare previsioni. Per ora possiamo solo mettere in atto le misure che stiamo approntando e vedere cosa ci riserveranno i prossimi mesi”.












