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Dai giocattoli in legno alla raccorderia in plastica venduta solo all'estero, la storia di Frade della val di Fiemme e della capacità di adattarsi per restare competitivi sul mercato

A oggi Frade stampa 300 diversi tipi di raccordi per un totale annuo di 6,6 milioni di pezzi, con una gamma in espansione. L'azienda della val di Fiemme tra le pagine "Trentino Industriale", la rivista di Confindustria Trento

Pubblicato il - 26 giugno 2022 - 19:07

TRENTO. Dalla produzione di giocattoli in legno allo stampaggio di raccorderia in plastica per il settore termoidraulico. Questa la storia di Frade, un'azienda fondata nel 1950 in val di Fiemme che ha saputo adattarsi per restare competitiva e per reggere alle sfide del mercato.

 

"L’attività è nata quasi settant’anni fa – racconta il titolare Piergiorgio Deflorian – nel sottoscala di mio padre, Raffaello. Faceva il falegname e con suo fratello Sabino avviò l’impresa nel campo della oggettistica/souvenir. Cominciarono nel dopo lavoro, nella falegnameria di serramentistica degli zii. La nonna Dorotea, però, diceva che bisognava fare giocattoli. Giocattoli di legno. Così nacque la curiosità. Nel 1961 mio padre Raffaello e mio zio Sabino parteciparono alla prima fiera del giocattolo di Milano, il più importante evento di allora legato al mondo dei giocattoli. Si appassionarono e avviarono la produzione".

 

Era il dopoguerra. Il turismo era alle porte e in quel contesto iniziava l'affermazione del souvenir. Una crescita velocissima per l'impresa della val di Fiemme, fino a raggiungere i 50 dipendenti. Un incidente si porta via Sabino e suo figlio ma la famiglia tiene duro e prosegue nella realizzazione artigianale dei giocattoli.

 

Qualcosa nel mercato inizia a cambiare, costi troppo alti e una fortissima concorrenza dall'estero. "I nostri competitors – spiega il titolare – venivano dalla Germania per vedere i nostri giocattoli. Li copiavano e li facevano realizzare in Cina". Una situazione che segna il passaggio alla produzione industriale.

 

Gli anni '80 sono caratterizzati da altri importanti cambiamenti: i fatturati calano e il giocattolo si vende meno; inoltre c'è da gestire il cambio generazionale con il subentro di Maria Luisa e Piergiorgio Deflorian. Si passa allo stampaggio di raccorderia in plastica per il settore termoidraulico. Una scelta che proietta nel tempo Frade sul mercato globale, sempre con la base in val di Fiemme. 

 

A oggi Frade stampa 300 diversi tipi di raccordi per un totale annuo di 6,6 milioni di pezzi, con una gamma in espansione. “Il 100% della nostra produzione – conclude Deflorian – viene venduto all’estero".

 

L'azienda della val di Fiemme tra le pagine "Trentino Industriale", la rivista di Confindustria Trento.

 

Sapersi adattare

Dai giocattoli alla raccorderia in plastica. Frade Srl, storica azienda della Val di Fiemme, ha saputo cogliere i cambiamenti e trasformarli in opportunità.

di Alessandro De Bertolini

 

Quando si dice che le aziende più longeve sono quelle che riescono a cambiare pelle. Vale il principio darwiniano, anche per stare sul mercato, dove non sopravvive il più forte ma chi si adatta meglio. È il caso di Frade Srl: la storia di una famiglia di imprenditori della Val di Fiemme che è passata dal giocattolo in legno allo stampaggio di raccorderia in plastica per il settore termo idraulico.

 

“L’attività nasceva quasi settant’anni fa – racconta il titolare Piergiorgio Deflorian – nel sottoscala di mio padre, Raffaello. Faceva il falegname e con suo fratello Sabino avviò l’impresa nel campo della oggettistica/souvenir. Cominciarono nel dopo lavoro, nella falegnameria di serramentistica degli zii. La nonna Dorotea, però, diceva che bisognava fare giocattoli. Giocattoli di legno. Così nacque la curiosità. Nel 1961 mio padre Raffaello e mio zio Sabino parteciparono alla prima fiera del giocattolo di Milano, il più importante evento di allora legato al mondo dei giocattoli. Si appassionarono e avviarono la produzione”.

 

Era il dopoguerra. Il turismo era alle porte, nasceva il mercato del souvenir e il boom economico stava per arrivare anche in Trentino, con un decennio di ritardo rispetto alle aree del Nordest. “L’azienda crebbe velocemente – continua Deflorian – fino a raggiungere quasi 50 dipendenti. Gli affari andavano bene e il mercato era in crescita. Ma mio padre, all’improvviso, si trovò completamente solo. Un incidente si portò via lo zio Sabino e suo figlio. Dal 1975, dovette mandare avanti l’attività senza aiuti, con 50 dipendenti da gestire”.

 

La produzione di giocattoli continuò ugualmente ma qualcosa stava cambiando. I costi della manodopera erano troppo alti e, dall’estero, si facevano strada forme di concorrenza sleale. “I nostri competitors – spiega il titolare – venivano dalla Germania per vedere i nostri giocattoli. Li copiavano e li facevano realizzare in Cina. Per gestire le difficoltà, mio padre decise di passare da una produzione artigianale a una di tipo industriale. Acquistò una pressa idraulica, la prima della Val di Fiemme, e iniziò a produrre grandi numeri automatizzando il ciclo produttivo e utilizzando anche la plastica, insieme al legno. Questo gli permise di maturare esperienza con un nuovo materiale”.

 

Ma il mercato stava cambiando. Negli anni ‘80 calano i fatturati dell’azienda e il giocattolo si vende meno. Nel frattempo, si preparava in famiglia il cambio generazionale. Sarebbero presto entrati in Frade Maria Luisa Deflorian e lo stesso Piergiorgio. “Grazie alle conoscenze sviluppate con l’uso della plastica – prosegue Deflorian – nel 1988 cominciammo la produzione di raccordi per tubi destinati al comparto idraulico. Fu una svolta. Negli anni a seguire continuammo a produrre giocattoli, ma sempre meno. Fino a quando, nel 2001, voltammo definitamente pagina. Chiudemmo la linea dei giocattoli e puntammo tutto sulla raccorderia in plastica, che è tuttora l’attività principale dell’azienda”.

 

La sede è rimasta in Val di Fiemme, dove l’impresa è nata. Numerosi ampliamenti ne hanno cambiato il volto, rendendola un’azienda moderna che opera sui mercati globali. Un primo rinnovamento si era registrato già nel 1957, subito dopo gli inizi. Ne seguirono altri nel 1961 e nel 1967. Nel 1993 venne realizzato un nuovo stabilimento a Tesero, di 2mila metri quadrati, dove si trovano tutte le macchine per gli stampaggi in plastica. Recentemente, nel 2002 è stato realizzato un ultimo capannone, con ulteriori 2mila metri.

 

Il team di Deflorian opera con 5 collaboratori fissi. A oggi, Frade Srl stampa 300 diversi tipi di raccordi per un totale annuo di 6,6 milioni di pezzi, con una gamma in espansione. “Il 100% della nostra produzione – conclude Deflorian – viene venduto all’estero. Operiamo infatti per conto terzi, lavorando per Georg Fischer AG, una multinazionale svizzera, che acquista da noi e vende in tutto il mondo. Tra i mercati in espansione, siamo entrati nel settore navale dal 2003. Il nostro è un prodotto di largo consumo ma di alta qualità. Per questo si presta all’utilizzo navale. Dopo molti cambiamenti e assestamenti, questo nuovo orizzonte ci sta dando grandi soddisfazioni ed è attualmente in crescita”.

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