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''La ripresa post Covid fermata da aumento dei costi e dalla guerra: misure strutturali per non finire in ginocchio'', sul settore dell'editoria, della grafica e della carta

L'analisi del presidente Alessandro Leto sulla situazione complessa che attraversa il sistema produttivo con particolare focus sul settore della carta, della grafica e dell'editoria. Il focus su "Trentino Industriale", rivista di Confindustria Trento

Pubblicato il - 22 maggio 2022 - 21:08

TRENTO. "Nel 2021 stavano recuperando i livelli produttivi pre-Covid e il settore stava acquisendo fiducia". A dirlo Alessandro Leto, presidente della sezione editoria in Confindustria Trento. "Poi è arrivato l'aumento esponenziale e improvviso del costo dell'energia: un problema che ha un fortissimo impatto sulle aziende del comparto. Infine la 'tempesta perfetta'' con l'invasione dell'Ucraina, scossoni politico-economici che hanno fatto emergere fenomeni speculativi che hanno dato ancora più volatilità a dei prezzi già di per sé instabili".

 

L'analisi del presidente sulla situazione complessa che attraversa il sistema produttiva con particolare focus sul settore della carta, della grafica e dell'editoria. "Questo comparto in Trentino occupa quasi 3 mila dipendenti, di cui 2.300 rientrano nelle 25 imprese associate a Confindustria. Realtà in grado di generare un ingente contesto di filiera, parliamo infatti di duecento realtà produttive attive, dove quasi l’80% degli addetti complessivi lavora in aziende con oltre cento dipendenti".

 

Ma come uscire da questa crisi? "Dispiace dirlo, ma se a livello governativo non verranno presi dei provvedimenti strutturali a sostegno delle aziende energivore molte realtà saranno costrette a rallentare le attività produttive se non addirittura sospenderle. La cicatrice della pandemia si stava pian piano ricucendo, senza delle contromisure adeguate uno shock di questo genere rischia di mettere seriamente in ginocchio tutto il comparto".

 

Il punto sul settore tra le pagine di "Trentino Industriale", la rivista di Confindustria Trento.

 

La necessità di misure strutturali

di Federico Pessot, Confindustria Trento

Presidente Leto, prima di andare ad analizzare la situazione complessa che sta coinvolgendo il settore della carta, della grafica e dell’editoria, riuscirebbe a descriverci come questo comparto si articola all’interno del territorio trentino?
Devo dire che non è facile fare delle generalizzazioni per una sezione come la nostra, caratterizzata da una chiara visione di filiera.

 

Se però dovessimo fare un esercizio di sintesi la potremmo suddividere in due blocchi principali: il primo costituito da aziende impegnate nella trasformazione della carta, il secondo da aziende legate ai processi di stampa e al mondo dell’editoria.

 

La nostra sezione inoltre ha il privilegio di rappresentare un’accurata fotografia di tutto il comparto trentino: su quasi 3 mila dipendenti occupati, 2300 fanno parte delle 25 imprese associate a Confindustria Trento.

 

Realtà in grado di generare un ingente contesto di filiera, parliamo infatti di duecento realtà produttive attive, dove quasi l’80% degli addetti complessivi lavora in aziende con oltre cento dipendenti.

Nell’ultimo periodo ha fatto irruzione nell’agenda di tutti il tema della sostenibilità. Il settore come sta affrontando la questione?

Se guardiamo al comparto in una dimensione nazionale, già in fase di stesura del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza la  Federazione Carta e Grafica ha avviato un dialogo con il Governo per stimolare tutti verso obiettivi concreti e misurabili. Mi riferisco ad esempio ad azioni che mirino alla riduzione della carta destinata al macero oppure all’obiettivo di aumentare il più possibile il recupero della materia prima. Come realtà trentina ci sentiamo assolutamente allineati con questi principi che riteniamo fondamentali.

 

Proprio in tema di economia circolare mi preme ricordare che, già ora, tutte le nostre aziende per produrre carta si approvvigionano da foreste sostenibili, questo vuol dire che per ogni albero abbattuto ne vengono piantati tre.

 

Guardando invece agli indicatori esclusivamente economici, nonostante il significativo calo dovuto alla prima fase pandemica il 2021 vi stava vedendo in decisa ripresa
Esatto, con il 2021 stavamo recuperando i livelli produttivi precrisi pandemica, c’era decisamente un clima di fiducia. In relazione ai primi nove mesi dell’anno i dati di Assocarta avevano registrato un +13% relativo alla produzione cartaria nazionale, con un picco del +15,1% legato alle aziende che si occupano di imballaggi trainate dall’esplosione del commercio online. 

 

Prendendo in considerazione lo stesso periodo, anche i fatturati hanno coerentemente registrato un andamento al rialzo simile, in questo caso parliamo di un +22,5%. Stavamo acquisendo fiducia: seppur i volumi registrati erano ancora al di sotto rispetto a quelli pre-pandemia, si stava prospettando un quadro tutto sommato positivo.

 

Poi nell’ultimo trimestre del 2021 e in questi primi mesi del 2022 stiamo assistendo a un aumento vertiginoso del prezzo di materie prime ed energia. Cosa è successo e cosa sta succedendo?
Se ci riferiamo all’ultimo trimestre del 2021 c’erano già segnali di un sistema che si stava incrinando. Inizialmente le prime criticità riguardavano gli aumenti relativi al costo della materia prima: venivano però giustificati dal disallineamento tra domanda e offerta causato dalle brusche frenate e forti accelerazioni causate dall’andamento della pandemia. Poi si è aggiunto anche l’aumento esponenziale e improvviso del costo dell’energia che sta mettendo in difficoltà un po’ tutti, non di meno il nostro settore, energivoro per definizione.

 

Ha utilizzato l’espressione “aumento esponenziale”, che cifre stiamo prendendo in considerazione?
Il costo dell’energia sta costituendo un problema di fortissimo impatto sull’attività aziendale del nostro settore: se confrontiamo i dati registrati a gennaio e febbraio 2021 con quelli relativi allo stesso periodo solo nell’anno corrente, parliamo di aumenti del prezzo di acquisto che superano ampiamente il 400%.

 

Infine, la tempesta perfetta si è completata in concomitanza degli scossoni politico-economici dovuti al conflitto in Ucraina, i quali hanno fatto emergere fenomeni speculativi che hanno dato ancora più volatilità a dei prezzi già di per sé instabili. Mi preme però sottolineare come, anche in questi momenti di particolare difficoltà, il supporto di Confindustria Trento e del Consorzio Assoenergia si stiano rivelando fondamentali.

 

Come si può uscire da questa situazione?

Dispiace dirlo, ma se a livello governativo non verranno presi dei provvedimenti strutturali a sostegno delle aziende energivore molte realtà saranno costrette a rallentare le attività produttive se non addirittura sospenderle. La cicatrice della pandemia si stava pian piano ricucendo, senza delle contromisure adeguate uno shock di questo genere rischia di mettere seriamente in ginocchio tutto il comparto.

 

Mi spiego: non è sostenibile, nemmeno nel breve termine, che le aziende si trovino nella situazione di pagare bollette 15 volte più alte rispetto a dodici mesi fa. Siamo al punto in cui l’attività produttiva si programma il giorno prima in base al prezzo dell’energia previsto per il giorno successivo. È un dispiacere constatarlo, ma questa che è stata definita una “tempesta perfetta” rischia di congelare i programmi di investimento, anche in capitale umano e occupazione, con conseguenze che potrebbero proseguire per un periodo significativo.

 

Questioni ed analisi che non si limitano solamente al perimetro che coinvolge la produzione della carta, si parla di filiera. È corretto?
Certamente, ad esempio si consideri che oltre ai costi delle materie prime e dell’energia anche i trasporti hanno subito aumenti di costo mai registrati nel recente passato. Concretamente significa che gli editori, il cui prodotto è molto sensibile a questo indice di costo, hanno iniziato un processo di ritorno alla produzione europea riducendo gli ordini che venivano commissionati all’estremo oriente. La filiera quindi non potrà che beneficiare della nuova strategia di approvvigionamento degli stampati soprattutto editoriali ma non solo. È sicuramente un periodo che ci sta mettendo alla prova, ma le nostre aziende dovranno essere pronte a cogliere tutte le nuove opportunità che si presenteranno.

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