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| 17 ott 2022 | 12:59

L'inflazione solo a tavola pesa 650 euro in più a famiglia. Coldiretti: ''Un italiano su due costretto a tagliare la spesa alimentare''

"Un italiano su due (51%) si trova oggi costretto a tagliare la propria spesa alimentare, che quest'anno costerà 650 euro in più a famiglia". Un'analisi di Coldiretti lancia l'allarme relativo a rincari visibili ormai in ogni dove

TRENTO. "Sono oltre 2,6 milioni le persone costrette a chiedere aiuto per mangiare e queste, purtroppo, rappresentano soltanto la punta dell’iceberg". Si riassume così, con una considerazione tanto preoccupante quanto drammatica di Coldiretti Trentino-Alto Adige la fotografia d'un'Italia in cui i crescenti rincari condurranno le famiglie (fra i vari aumenti) a spendere una media di 650 euro in più all'anno per imbandire le proprie tavole. Questa, la stima dell'associazione sulla base dei dati Istat relativi a settembre, che evidenziano un aumento dell’inflazione dell'11,4% per i beni alimentari

 

Una situazione più che mai allarmante, che colpisce una filiera agroalimentare che secondo l'analisi di Coldiretti "vale 575 miliardi di euro, quasi un quarto del Pil nazionale, e vede impegnati ben 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio".

 

I rincari registrati soltanto nel settore agricolo sono innumerevoli e partono dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +500% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti, nonché  riscontrabili nei prezzi del packaging partendo dal "vetro che costa oltre il 50% in più rispetto allo scorso anno, il 15% in più il tetrapack, il 35% le etichette, il 45% il cartone, il 60% i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% della plastica", evidenzia l'associazione: costi che, inevitabilmente, finiscono anche nei carrelli del supermercato, riflettendosi sui prezzi dei prodotti acquistati nei punti vendita. 

 

Accanto al caro bollette, all'aumento dei prezzi dei carburanti e delle materie prime si sono inevitabilmente aggiunti anche gli aumenti relativi a quei prodotti che compongono la spesa alimentare, divenuta per i più oltremodo onerosa. "Gli italiani - dichiara non a caso Coldiretti Trentino Alto Adige - vanno a caccia dei prezzi più bassi facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount alla ricerca di promozioni per i diversi prodotti. Accanto alla formula tradizionale del 3×2 e ai punti a premio - sottolinea - si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e più appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa".

 

Così, alla ricerca di offerte più convenienti, le famiglie italiane si ritrovano attualmente a tentare di fare fronte a rincari apparsi in ogni dove, evidenziati, per quanto riguarda i beni alimentari, grazie a un'analisi di Coldiretti, in cima alla cui classifica emerge l'olio di semi con un +60,5% (soprattutto quello di girasole, che risente della guerra in Ucraina). Al secondo posto vi è invece il burro, in crescita del 38,1%, mentre al terzo vi è la margarina (+26,5%). "Seguono il riso con un +26,4%, spinto anche dal crollo della produzione nazionale a causa della siccità, e il latte uht (+24,5%), davanti a farina (+24,2%) e pasta (+21,6%) - precisa Coldiretti - mentre nelle campagne il prezzo del grano non copre i costi di produzione degli agricoltori. I vegetali freschi – continua l'associazione - aumentano del 16,7% e la frutta del 7,9% con effetti negativi sui consumi".

 

Costi esorbitanti che stanno conducendo "un italiano su due (51%) a tagliare la propria spesa nel carrello: il 18% dei cittadini dichiara infatti di aver ridotto la qualità degli acquisti, costretto ad orientarsi verso prodotti low cost per arrivare a fine mese, mentre un 31% non ha invece modificato le abitudini di spesa", si legge nell'analisi. 

 

necessario intervenire nell'immediato per contenere il caro energia e i costi di produzione con misure per salvare aziende, stalle e strutturali - conclude Gianluca Barbacovi, presidente Coldiretti Trentino-Alto Adige - occorre inoltre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole e industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni". 

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