Contenuto sponsorizzato
| 01 apr 2022 | 13:03

Manca personale nelle Rsa, un corso di 68 ore per 'ausiliari'? Non convince i sindacati, Cisl Fp: ''Serve rafforzamento del salario e la valorizzazione delle competenze''

Per la Cisl Fp una nuova stagione per le Rsa passa attraverso un confronto a 360 gradi per delineare le azioni da intraprendere: "Oggi un ambiente di lavoro sereno e il capitale umano rappresentano cardini sui quali costruire l'assistenza del futuro: un modo per rendere attrattiva questa professionalità decisiva per il welfare"

di Redazione

TRENTO. "La logica del risparmio non può essere un percorso moderno per rispondere alla cronica carenza di professionalità nelle Rsa". Questo il commento di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, con Elisabetta Pecoraro, responsabile del settore per il sindacato. "È necessario un ragionamento concreto, strutturato e coerente per valorizzare un comparto delicato e fondamentale per il Trentino".

 

La previsione di un corso di 68 ore per poi iniziare a lavorare con la qualifica di ausiliare addetti all'assistenza non convince i sindacati. "Il vero rilancio del settore - spiegano Pallanch e Pecoraro - passa attraverso il rafforzamento del salario e la valorizzazione delle competenze. L'emergenza Covid ha evidenziato la professionalità e il senso di responsabilità degli Oss che si aspettano i giusti riconoscimenti".

 

Nel comparto dell'assistenza e sanità mancano operatori a tutti i livelli e la carenza di personale si fa sentire nelle Rsa. "I servizi - prosegue la Cisl Fp - sono sempre più strutturati, i bisogni a cui rispondere sempre più complessi. La formazione è necessaria, tanto quanto la valorizzazione delle competenze che passa necessariamente attraverso salari dignitosi. Oggi un ambiente di lavoro sereno e il capitale umano rappresentano cardini sui quali costuire l'assistenza del futuro: un modo per rendere attrattiva questa professionalità decisiva per il welfare".

 

Una nuova stagione per le Rsa che per il sindacato di via Degasperi passa attraverso un confronto a 360 gradi per delineare le azioni da intraprendere.

 

"Dare risposte ai lavoratori significa rendere attrattivo il settore e dare risposte anche alle persone fragili che richiedono attenzione e alti standard dei servizi. La valorizzazione dei professionisti si ottiene anche con un'adeguata revisione normative, aderenti all'evoluzione del settore. Sono necessari strumenti e garanzie per un servizio che è in Trentino, per tradizione, accessibile, efficiente e di qualità per tutte le famiglie e per tutti i cittadini. La logica del risparmio è anacronistica e mina il patto alla base della società", concludono Pallanch e Pecoraro.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 25 luglio | 14:58
L'uomo si trovava 1300 metri, la chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata intorno a mezzogiorno da parte dell’uomo stesso
Economia
| 25 luglio | 13:21
Il delegato all'industria della Uil del Trentino, Mauro Zeni: "E' indispensabile individuare soluzioni concrete e sostenibili che tengano [...]
Montagna
| 25 luglio | 13:26
L'allarme è scattato attorno a mezzanotte, è stata allertata immediatamente la stazione di Valmasino del Soccorso Alpino e Speleologico, VII [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato