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Rischio stop ai cantieri, materie prime alle stelle e mancano i materiali: ''Misure straordinarie per portare avanti i lavori pubblici, la situazione è grave''

Il comparto è in difficoltà tra rincari delle materie prime e ritardi negli approvvigionamenti dei materiali. Il presidente di Ance, associazione trentina dell'edilizia: "C'è la necessità di rivedere le pianificazioni dei cantieri già finanziati negli ultimi tre anni per avere la certezza di completare le opere nei termini prestabiliti dai contratti, ma anche di aggiornare i prezziari provinciali ai costi reali"

Di Luca Andreazza - 05 aprile 2022 - 06:01

TRENTO. "La situazione è sicuramente molto grave e ci sono grandi difficoltà". A dirlo Andrea Basso, presidente di Ance Trento, associazione trentina dell'edilizia. "C'è la necessità di rivedere le pianificazioni dei cantieri già finanziati negli ultimi tre anni per avere la certezza di completare le opere nei termini prestabiliti dai contratti, ma anche di aggiornare i prezziari provinciali ai costi reali delle materie".

 

I rincari dei costi delle materie prime come conseguenza dell'aumento della domanda e il caro energia rischiano di mandare fuori giri l'organizzazione edile. "Il ferro è aumentato del 30% e il prezzo del bitume del 40% - aggiunge Basso - mentre il gas è triplicato, anche complice la guerra in Ucraina". A questo si aggiunge la difficoltà di approvvigionamento dei materiali. "Solitamente a magazzino si hanno i pannelli in cartongesso dell'anno prima, ora le forniture sono in fase di consegna. Questo comporta un accumulo di ritardo con il rischio concreto di dover pagare penali per rallentamenti che non dipendono dagli operatori".

 

Il quadro è fortemente incerto per un mondo di 7 mila imprese, il 13% del totale, un volume di affari annuo di 500 milioni di euro e l'impiego di 1.600-2.000 dipendenti. "I cantieri sono stati rallentati a causa del lockdown prima, poi c'è stata una ripresa - prosegue il numero uno dell'edilizia - ma ora le imprese sono in difficoltà per l'aumento dei costi e per il reperimento dei materiali. E per questo chiediamo di poter rivedere con molta urgenza i prezziari: comprendiamo che non è un'operazione facile ma un aumento lineare permetterebbe di poter gestire le criticità che si presentano in questa fase in cui il settore è compresso da varie crisi".

 

I costruttori in queste ore si confrontano con la Provincia e le categorie per delineare alcuni piani di azione. Il tema è quello delle misure da mettere in campo nel breve e medio-lungo periodo per contrastare l'esplosione dei costi. Il prezzo dei materiali è, infatti, solo la punta dell'iceberg di una serie di trend con deciso segno più: il caro energia, l'aumento del gas e del carburante spingono i costi in su. Poi è difficile reperire le materie prime.  

 

"Se il cantiere è privato - evidenzia Basso - si può aprire una trattativa negoziale per causa di forza maggiore. Quasi tutti i contratti prevedono clausole ad hoc. Certo, il problema è reale ma in qualche modo si può trovare una soluzione se l'incidenza dei costi diventa eccessivamente sproporzionata rispetto ai preventivi e ai piani previsti all'assegnazione dei lavori. Ancora più delicato il discorso che riguarda gli appalti con l'ente pubblico, qui le imprese edili possono incontrare ancora più difficoltà nel restare dentro i margini".

 

Non si è ancora sull'orlo del baratro di dover fermare tutto ma l'associazione trentina dell'edilizia fa risuonare più di qualche campanello d'allarme. "La situazione contingente - dice il presidente dell'associazione trentina dell'edilizia - impone riflessioni agli operatori a fronte delle difficoltà a gestire i cantieri, così come a garantire il regolare svolgimento dei lavori. Sono necessarie soluzioni straordinarie per soddisfare gli interessi del pubblico ma anche delle aziende: si tratta di salvaguardare i posti di lavoro, la redditività delle ditte e la capacità di portare a termine le opere".

 

In ambito privato può essere relativamente più semplice trovare le contromisure, mentre la cornice normativa in cui si muove l'ente pubblico è più stringente. Inoltre le revisioni semestrali a livello nazionale per aggiornare i prezzi dei materiali sono molto lente.

 

"Le valutazioni - continua Basso - arrivano con sei mesi di ritardo e quindi molte aziende rischiano di trovarsi a lavorare in perdita perché i valori non sono allineati con il reale. La richiesta alla Provincia è quella di anticipare il plafond sull'analisi del quadro economico per poter attingere alle compensazione. Inoltre è opportuno prevedere una sospensione o una proroga delle penali per causa di forza maggiore. Un operatore potrebbe uscire dai termini per i ritardi nelle consegne dei materiali, quindi situazioni indipendenti alla sua volontà: oltre al danno rischia la beffa".

 

Insomma, gli effetti si sentono e il settore trema (Qui articolo). "E' un momento complesso. Le imprese vogliono andare avanti con i lavori ma servono azioni straordinarie, sono fondamentali per permettere di salvare la sostenibilità del comparto. I cantieri avviati e finanziati tra il 2020 e il 2022 rispecchiano ormai un'altra epoca. E se non si interviene, nessuna impresa, piccola o grande, può reggere l'impatto di un quadro così complicato", conclude Basso.

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