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Ristorazione, dopo il Covid la guerra e la ripartenza non arriverà prima del 2023: per l'87% degli imprenditori aumenti fino al 50% delle bollette

Dal 2019 ad oggi il mondo della ristorazione sta vivendo uno dei suoi periodi più bui. A pesare sul sistema, per Confcommercio nazionale, anche i controlli per il geen pass: ''Il 72% delle imprese ha riscontrato problematiche, specialmente nella richiesta di esibizione del certificato verde''

Di Mattia Apolloni e Nicola Debiasi - 28 marzo 2022 - 17:05

TRENTO. Dal 2019 la situazione economica italiana nel settore alimentare non ha fatto che peggiorare a causa del Covid-19, e quando finalmente la situazione sembrava prendere una svolta positiva, la guerra russo-ucraina ha riportato il sistema di nuovo in fondo al baratro. L'allarme arriva da Confcommercio nazionale che stima, per il mondo della ristorazione, un ritorno ai fatturati da pre pandemia non prima del 2023. 

 

E nonostante abbiano perso il lavoro circa 194 mila dipendenti professionisti è difficile anche trovare nuovo personale: per 4 imprenditori su 10 mancano candidati e competenze adeguate. I problemi da qui aumentano, l’87% degli imprenditori ha subito un aumento della bolletta energetica fino al 50% e un rialzo dei prezzi dei beni alimentari del 25%. Per diretta conseguenza, fra il 2020 e il 2021, 45 mila aziende hanno chiuso i battenti (di cui 23mila solo nel 2021) e la nascita di nuove imprese è fortemente rallentata.

 

Nelle imprese di ristorazione in particolare, gli italiani hanno speso oltre 24 miliardi di euro in meno rispetto al 2019 che corrisponde circa al 27,9%. E al Covid si è aggiunta la difficoltà di gestione per i controlli del green pass: Confcommercio spiega che “il 72% delle imprese ha riscontrato problematiche, specialmente nella richiesta di esibizione del certificato verde”.

 

Anche nella provincia di Trento la situazione non cambia. In particolare negli locali come bar e ristoranti, i costi delle bollette sono passati da 5 a 10mila euro l’anno, raggiungendo i 19.500 euro per gas e luce. Il presidente della Giunta dei ristoratori del Trentino Marco Fontanari spiega: “Si stanno allineando una serie di fattori che pesano sulle aziende e in particolare sulla redditività. È compito delle associazioni di categoria riuscire ad analizzare questi fattori e intervenire per sollecitare correttivi, indirizzi, soluzioni”. La Provincia è già intervenuta negli anni passati, e ora più che mai è necessario un aiuto tempestivo che richieda l’impegno generale.

 

In assistenza ai lavoratori, sempre secondo Fontanari, è intervenuto il PNRR. Anche le famiglie e imprese riceveranno supporti economici e secondo l’assessore Achille Spinelli “la Provincia ha investito 370 milioni per aiutare queste categorie e si potrà concretizzare un aiuto di 400 euro per famiglia”. Le disponibilità sono presenti, spetta al Trentino e all’Italia la scelta di come investirle per riportare il Paese ad una situazione ottimale.

 

Nel quadro negativo generale uno spiraglio di luce arriva da Confcommercio nazionale che parla di nuove possibilità legate alla “nascita delle comunità energetiche, che può portare grandi aiuti: la riduzione del costo della bolletta, i premi per l’autoconsumo fissati dal governo e la vendita al rispettivo gestore dell’energia in eccesso”.

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