Smart working, via libera della Pat per il personale delle Autonomie locali: ''Priorità a chi si trova nei 3 anni del congedo di maternità e a chi beneficia della legge 104''
La Provincia ha autorizzato Apran a dare seguito alle intese con i sindacati per disciplinare il lavoro agile in Trentino. Il documento riguarda le modalità di smart working per il personale delle Autonomie locali. L'assessore Achille Spinelli: "Si può passare a delineare le condizioni per valorizzare questa possibilità e far crescere la qualità del lavoro pubblico"

TRENTO. Via libera della Provincia al lavoro agile. "L'Apran è stata autorizzata a firmare l'ipotesi di accordo per disciplinare questa modalità per il personale del Comparto autonomie locale - area non dirigenziale", commenta l'assessore Achille Spinelli. "Si può passare a delineare le condizioni per valorizzare questa possibilità e far crescere la qualità del lavoro pubblico".
L'ipotesi di accordio tra Pat e organizzazioni sindacali è stata firmata il 29 giugno scorso e ora c'è il semaforo verde di piazza Dante per procedere nella definizione dei dettagli.
Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha spiegato che, contestualmente, sono state approvate le prime misure organizzative e la programmazione delle azioni, i criteri e le modalità applicative per la messa in atto del Piano strategico per la promozione del lavoro agile, denominato "Dal lavoro agile al distretto Trentino intelligente", in linea con le indicazioni formulate dalla Giunta nel 2021, in occasione dell'approvazione del Piano strategico di legislatura per la promozione del lavoro agile presso i datori di lavoro pubblici e privati del territorio.
L'ipotesi di accordo prevede l'individuazione delle condizioni valutabili in via prioritaria da parte dell'amministrazione per l'accesso al lavoro agile da parte dei dipendenti e della quantificazione delle giornate settimanali lavorabili con questa modalità, legati all'organizzazione dell'ente. Sono stati inoltre sanciti alcuni principi, come il diritto alla disconnessione e il fatto che la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile venga resa in luoghi idonei a garantire la sicurezza e la riservatezza dei dati, sempre entro i confini del territorio provinciale o in territorio limitrofo, salvo deroghe per particolari esigenze.
Nel documento si precisa che il lavoro agile può essere eseguito a giornata intera o a frazione di giornata per un massimo di due giornate a settimana per la generalità del personale e per un massimo di tre giornate a settimana per le categorie di personale con peculiari necessità di assistenza. "La programmazione delle giornate di lavoro agile - evidenzia Spinelli - è definita dal dirigente o responsabile di riferimento, su base settimanale o mensile, tenendo conto delle esigenze del dipendente, compatibilmente con quelle organizzative della struttura di appartenenza".
Da parte sua l’amministrazione intende garantire la salute e la sicurezza del dipendente che svolge la prestazione lavorativa in modalità agile. A tale scopo al lavoratore viene consegnata un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di lavoro. Sono poi confermati gli elementi da indicare obbligatoriamente nell’accordo di lavoro individuale di lavoro agile e le modalità di applicazione del codice disciplinare nei confronti del personale, tenendo conto delle peculiarità dello svolgimento di questa tipologia di lavoro.
"L'amministrazione considererà prioritarie, sempre in rapporto alle proprie esigenze organizzative, le richieste di lavoro agile provenienti da lavoratori e lavoratrici che si trovano nei tre anni successivi alla conclusione del congedo di maternità o con necessità di assistenza a familiari che abbiano diritto ai benefici della Legge 104/92 o in condizioni di disabilità o affetti da gravi patologie certificate", conclude Spinelli.












