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| 30 set 2022 | 15:23

Un operaio viene travolto fa un fascio di barre da oltre 2 tonnellate, sciopero alle Acciaierie Venete: si ferma anche lo stabilimento di Borgo Valsugana

L'incidente è avvenuto a Odolo negli scorsi giorni. I sindacati:  "Una giornata di fermo produttivo, di riflessione e di protesta, affinché la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori diventi la priorità in ogni ambiente di lavoro, in tutto il paese, perché non esistono tragiche fatalità"

di Redazione

ODOLO. E' stato proclamato lo sciopero dei metalmeccanici alle Acciaierie Venete, si fermano per una giornata gli stabilimenti nelle province di Trento, Brescia e Padova, Verona e Udine. Una decisione presa dopo l'ultimo grave infortunio avvenuto a Odolo in Valsabbia

 

Uno sciopero di 8 ore previsto per mercoledì 5 ottobre. "Una giornata di fermo produttivo - commentano Luciano Remorini e Marcello Decarli, rispettivamente segretari di Fim e Uilm del Trentino - di riflessione e di protesta, affinché la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori diventi la priorità in ogni ambiente di lavoro, in tutto il paese, perché non esistono tragiche fatalità".

 

Negli scorsi giorni un operaio è stato travolto da un fascio di barre in acciaio dal peso di oltre 2 tonnellate nel corso delle operazioni di movimentazione del materiale. E' stato poi sbalzato a terra e ha sbattuto violentemente la testa, salvato probabilmente dal casco. Un 51enne è stato trasferito all'ospedale, dove è ricoverato in gravissime condizioni.

 

"Un altro incidente - aggiungono Remorini e Decarli - che poteva essere sicuramente evitato, impedendo il transito o la sosta sotto i carichi sospesi. Ricordiamo che poco più di 4 anni fa, allo stabilimento Acciaierie Venete di Padova, ci fu un altro grave evento nel quale persero la vita quattro lavoratori a seguito della caduta di una siviera causata da un cedimento strutturale del carroponte".

 

E la decisione è quella di scioperare, aderiscono anche le Rsu dello stabilimento Acciaierie Venete di Borgo Valsugana. "Condanniamo quanto accaduto, le procedure non devono essere solo scritte, per garantire la sicurezza dei lavoratori devono essere applicate, anche la manutenzione deve essere svolta con regolarità per evitare queste tragedie", concludono Remorini e Decarli.

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