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| 17 gen 2023 | 18:30

In Trentino l’inflazione schizza al 12% (oltre la media nazionale). I sindacati: “Il carovita ha ‘bruciato’ quasi due mensilità”

A dicembre l’inflazione in Trentino torna sopra la media nazionale e sfiora il 12%. Cgil, Cisl e Uil lanciano l’allarme: “Da un anno le famiglie trentine devono fare i conti con il costante aumenti dei prezzi, la Giunta Fugatti deve intervenire sul welfare”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. Non si arresta la corsa dell’inflazione in Trentino. Dopo il rallentamento di novembre, a dicembre l’indice dei prezzi è salito del 12,3%, posizionandosi sopra la media nazionale che al contrario fa registrare un lieve calo attestandosi al 11,6%. Anche nell’ultimo mese dell’anno a trainare gli aumenti sono stati i prezzi legati a casa e bollette che crescono del 50%. Pure nel settore alimentari si è registrata un’impennata dei prezzi: +13,3%.

 

Per Cgil, Cisl e Uil si tratta di dati allarmanti che minano la tenuta sociale del Trentino. “Con l’inflazione media annua all’8,6% registrata nel 2022 – incalzano i segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti – i lavoratori di fatto hanno perso tra una e due mensilità piene”. In altre parole, anche considerando il taglio del cuneo fiscale del 2022, è come se la tredicesima non fosse mai finita nelle tasche dei lavoratori trentini.

 

I più esposti sono i lavoratori che non hanno ancora ottenuto il rinnovo contrattuale (da alcuni atteso da anni) ma anche nei casi in cui il rinnovo è andato a buon fine gli adeguamenti salariali non coprono minimamente gli aumenti dei costi della vita. Per l’appunto secondo i più recenti dati Inps le retribuzioni medie annue in Trentino nel settore privato superano di poco i 20mila euro lordi.

 

“Quando il reddito è così contenuto – ricordano i sindacalisti – variazioni dei prezzi a due cifre per trasporti, alimenti ed energia, cioè beni di prima necessità, pesano in maniera esorbitante sui bilanci familiari e rischiano di far scivolare in povertà migliaia di famiglie. Se poi ci aggiungiamo che l’economia sta rallentando e aumenta la cassa integrazione, il rischio anche in Trentino è di una vera e propria emergenza sociale”. Da oltre un anno, sottolineano sempre Cgil, Cisl e Uil, le famiglie trentine devono fare i conti con costanti aumenti dei prezzi. Come se non bastasse le previsioni dicono che l’inflazione non calerà in maniera significativa per tutto il 2023.

 

“Una situazione che con il passare del tempo aumenta le difficoltà di molti nuclei che devono affrontare gli incrementi degli interessi bancari con ripercussioni pesanti per chi ha mutui a tasso variabile per la casa”, fanno notare Grosselli, Bezzi e Alotti che sollecitano la giunta provinciale ad adeguare tutte le misure di welfare, dall’assegno unico alle quelle per l’edilizia abitativa. “La prima parziale indicizzazione dell’assegno unico è stata una decisione importante che abbiamo apprezzato. Ora chiediamo alla Giunta Fugatti di fare il passo successivo: renda piena e strutturale l’indicizzazione per tutte le politiche di welfare e agisca anche sull’adeguamento dell’indicatore Icef, come sta avvenendo a livello nazionale con l’Isee”.

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