Licenziamenti magazzinieri Sait, per il giudice sono nulli. ''Vittoria dei lavoratori ora dovranno reintegrarli e risarcirli''. La replica: ''Provvedimento ingiusto''
Festeggia la Filcams del Trentino: ''L’operazione di esternalizzazione era una scelta non dettata da ragioni organizzative, ma dalla sola volontà di tagliare i costi del personale. Sait ha sempre ignorato le nostre richieste e ha anche calpestato la dignità fino all’ultimo giorno, scegliendo di consegnare a mano le lettere di licenziamento di sabato e intimando ai lavoratori di svuotare tutti gli armadietti e non presentarsi a lavoro il lunedì successivo''. Ecco la replica del Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine

TRENTO. ''I licenziamenti dei magazzinieri Sait sono nulli. Almeno quelli dei diciassette dipendenti che hanno deciso di opporsi alla decisione del consorzio con l’appoggio di Filcams del Trentino''. L'annuncio arriva dalla stessa Cgil che spiega come la decisione sia arrivata oggi dal giudice Giorgio Flaim del Tribunale di Trento il quale ha accolto in pieno il ricorso presentato dai lavoratori assistiti dagli avvocati Alberto Ghidoni, Laura Bianchi e Giordano Stella. ''Adesso Sait dovrà reintegrare questi dipendenti nell’area organizzativa “magazzino di stoccaggio e distribuzione” - aggiunge la Filcams -. Dovrà inoltre pagare un risarcimento della retribuzione mancata a partire dalla data di licenziamento, cioè dal 27 agosto 2022 ad oggi'' (QUI LA VICENDA).
Sait, dal canto suo replica spiegando di essere ''meravigliato e stupito''. ''Quanto ordinato dal Tribunale sorprende - spiegano dal Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine - soprattutto perché si tratta di una decisione presa alla prima udienza, senza aver sentito testimoni e parti coinvolte, sulla base di questioni che neppure sono state puntualmente sollevate dalla controparte. Certo di aver agito correttamente, nel pieno rispetto delle normative e dei lavoratori, Sait eseguirà quanto prescritto dal Giudice del Lavoro, rispettandone le decisioni. Al tempo stesso, ritenendo che le ragioni proposte non siano state ascoltate, ricorrerà ai gradi successivi di giudizio per ribadire le proprie posizioni, verso un provvedimento che si ritiene profondamente ingiusto''.
In particolare, Sait ricorda che: l’apertura della procedura di mobilità dei lavoratori si è resa necessaria in quanto non è stato possibile trovare alcun accordo sul trasferimento dei lavoratori a Movitrento, ''a causa della totale e preventiva chiusura dei sindacati - spiegano - concretizzatasi nella mancanza del mandato a trattare in ognuno dei sette incontri; il Consorzio non ha posto alcun diktat, anzi ha presentato proposte concrete di tutela dell’occupazione e di contenimento dell’impatto sociale, offrendo nuovi posti di lavoro adeguati ed equivalenti, che non sono mai state discusse nel merito; non vi è stata nessuna apertura da parte sindacale anche rispetto alla disponibilità dell’azienda ad un accordo su possibili indennizzi all’esodo''.
La Filcams aggiunge che ''il giudice riconosce che le informazioni fornite da Sait con l’avvio della procedura di licenziamento erano incomplete e questo ha inciso negativamente sull’esercizio delle prerogative sindacali di partecipazione alle trattative''.
''Siamo molto soddisfatti per una sentenza che rende giustizia ai lavoratori e ristabilisce la verità dei fatti – commenta la segretaria provinciale Paola Bassetti -. L’operazione di esternalizzazione era una scelta non dettata da ragioni organizzative, ma dalla sola volontà di tagliare i costi del personale. Sait ha sempre ignorato le nostre richieste e ha anche calpestato la dignità fino all’ultimo giorno, scegliendo di consegnare a mano le lettere di licenziamento di sabato e intimando ai lavoratori di svuotare tutti gli armadietti e non presentarsi a lavoro il lunedì successivo. Un ultimo smacco che molti hanno vissuto come un’ulteriore umiliazione. Oggi è la loro vittoria”.












