I magazzinieri del Sait che rischiano il licenziamento: “Non dormiamo più pensando ai mutui da pagare e al futuro delle nostro famiglie”
Dopo la replica del Sait parlano i magazzinieri che rischiano il licenziamento: “Faremo in modo di organizzare una protesta, 70 famiglie messe al lastrico per ‘motivi di miglioramento gestionale’, noi vogliamo solo il nostro lavoro”

TRENTO. “Siamo stanchi, non dormiamo più pensando al futuro delle nostre famiglie, ai mutui da pagare e a come riusciremo ad arrivare alla fine del mese”, a prendere parola sono alcuni dei 75 magazzinieri del Sait che rischiano il licenziamento. Di fatto il consorzio ha messo i propri dipendenti di fronte a un bivio, o “un ricatto” come preferiscono sottolineare gli stessi lavoratori: accettare entro giugno di essere assunti dalla cooperativa Movitrento oppure essere licenziati.
Dal magazzino di via Innsbruck però non ci stanno. “Sono 10 anni che viviamo questa realtà di collaborazione con i dipendenti del partner logistico Movitrento e abbiamo potuto confrontarci e constatare di persona le loro condizioni lavorative ed economiche. Lo sappiamo che ci sono delle falle contrattuali, le hanno denunciate i sindacati. Come fa a non preoccuparci questa riorganizzazione?”.
Inoltre secondo i dipendenti del Sait che rischiano il licenziamento, anche accettando la proposta, non ci sarebbero le garanzie di avere contratto di lavoro durevole e a lungo termine. “Ci sono persone che per 30 anni hanno lavorato per Sait, hanno contribuito al rendimento di un’azienda che sentono anche loro. Il lavoro di magazziniere, che ora a tanti piace chiamare addetto alla logistica, è un lavoro faticoso ma chi lo fa da tanto tempo ci mette passione, perché non hai a che fare solo con casse e bancali. Ci devi mettere del tuo, relazionarti con i colleghi, con i fornitori”.
Anche per questo i magazzinieri hanno vissuto l’operazione di esternalizzazione come una punizione: “Vorremo chiarimenti non solo come dipendenti, ma come cittadini, come clienti e, talvolta, pure come soci”. D’altra parte il recente consuntivo presentato all’assemblea dei soci ha mostrato un bilancio in positivo. “Parliamo di 70 famiglie messe al lastrico per ‘motivi di miglioramento gestionale’. Da parte nostra faremo in modo di organizzare una protesta con chi sta vivendo la nostra stessa situazione – promettono i magazzinieri – per dire basta allo sfruttamento dei valori della cooperazione per interessi puramente economici e di profitto, noi vogliamo solo il nostro lavoro”.

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