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| 13 giu 2022 | 16:38

“Sait avvia la procedura di licenziamento per 75 magazzinieri. È il volto peggiore della cooperazione trentina e la Giunta provinciale non ha mosso un dito”

Duri i sindacati: “Chi non accetterà entro fine mese la cessione di contratto a Movitrento va in Naspi, così si ricattano i lavoratori”. Le sigle deluse anche per il silenzio della Provincia: “Parliamo del futuro di 75 lavoratori e delle loro famiglie”

TRENTO. “Sait è pronto a licenziare i magazzinieri: è di queste ore la comunicazione formale del consorzio che annuncia l'avvio della procedura di licenziamento per i 75 addetti al magazzino. Via Innsbruck mette i propri dipendenti spalle al muro: o accettano di cedere il loro contratto alla Movitrento entro giugno o andranno in Naspi”. Sono queste le parole di Filcams, Fisascat e Uiltucs, che parlano di “ricattovero e proprio: “Di fatto i lavoratori sono ad un bivio, se accettano di firmare la proposta Sait, cioè la cessione del loro contratto a Movitrento, sottoscrivono il peggioramento delle loro condizioni di lavoro e hanno la certezza che sul loro futuro non ci sarà più una garanzia di continuità occupazionale. Nel passaggio a Movitrento infatti, non c'è nessuna tutela”.

 

La vicenda è quella relativa all'esternalizzazione della gestione del magazzino di via Innsbruck alla cooperativa Movitrento e con la comunicazione di oggi, commentano a caldo i segretari provinciali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, Paola Bassetti, Lamberto Avanzo e Walter Largher: “Cade la maschera di falso buonismo del presidente Dalpalù e Sait si conferma una realtà che è interessata solo a tagliare il costo del lavoro, senza alcun interesse per i propri dipendenti. Questa non è la cooperazione, è il suo volto peggiore”.

 

Come detto, secondo i sindacati nel passaggio a Movitrento non ci sarebbe, per i lavoratori, nessuna tutela: “Sait ne è consapevole – continuano i sindacalisti – e volutamente ha scelto questa strada, che non è altro che un appalto vero e proprio senza alcuna clausola sociale. Avrebbero potuto tutelare veramente questi loro dipendenti scegliendo la cessione del ramo d'azienda o il distacco. Invece, al di là di quanto dichiarano i vertici alla stampa e peggio in assemblea dei soci, hanno scelto di svendere al miglior offerente i loro lavoratori, solo per tagliare i costi. Non c'è nessun altro scopo”.

 

Le sigle sindacali non nascondono anche la delusione per il silenzio della Provincia: “Denunciamo questa situazione da settimane e la Giunta provinciale e l'assessore Spinelli non hanno mosso un dito. Parliamo del futuro di 75 lavoratori e delle loro famiglie”. Sindacati e lavoratori non sono disposti però, dicono i sindacati, ad accettare in silenzio questa decisione: “Mercoledì è già in programma un'assemblea a cui seguirà, in mattinata, un presidio di protesta. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno già contattato i loro legali di riferimento e sono pronti anche a ricorrere al giudice impugnando il licenziamento”.

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