"Provincia e azienda sanitaria si dimenticano di inserire la sede di lavoro nel bando del call center", la Cgil: "Nessuna tutela per i dipendenti"
I lavoratori e le lavoratrici del servizio di call center dell'Azienda sanitaria sono scesi in piazza oggi, 10 ottobre, a Trento assieme al sindacato di categoria della Cgil. Al centro della protesta, il cambio di appalto che non “garantirebbe le giuste tutele e metterebbe a rischio i posti di lavoro” spiegano Andrea Grosselli, segretario generale del sindacato di via Muredei, e la referente della Fiom Aura Caraba. Sono un centinaio i dipendenti coinvolti

TRENTO. I lavoratori e le lavoratrici del servizio di call center dell'Azienda sanitaria sono scesi in piazza oggi, 10 ottobre, a Trento assieme al sindacato di categoria della Cgil. Al centro della protesta, il cambio di appalto che non “garantirebbe le giuste tutele e metterebbe a rischio i posti di lavoro” spiegano Andrea Grosselli, segretario generale del sindacato di via Muredei, e la referente della Fiom Aura Caraba. Sono un centinaio i dipendenti coinvolti.
L'appalto, affidato alla Gpi, è scaduto a fine agosto. “Al momento c'è un bando provvisorio, nel quale, tuttavia, non viene specificata la sede di lavoro in Trentino. Il rischio – aggiungono i sindacalisti – è che l'aggiudicatario dell'appalto non garantisca, quindi, la sede di lavoro in provincia di Trento, e che la sposti altrove. Lavoratori e lavoratrici sarebbero, per questo, costretti o a trasferirsi oppure a rinunciare al posto di lavoro”.
Un rischio inaccettabile per le parti sociali, che puntano il dito contro la provincia di Trento e l'Azienda sanitaria. “Così non vengono salvaguardati i posti di lavoro”.


















