Caos sanità, manifestazione della Cisl davanti all'Apss: "Dalla libertà di espressione alla sicurezza: difendiamo chi cura"
Manifestazione della Cisl Fp all'esterno della sede dell'Asuit (ex Apss), Giuseppe Pallanch: "Libertà di espressione e sindacali, personale al centro, sicurezza, basta esternalizzazioni e partecipazione dei lavoratori: queste le nostre richieste"

TRENTO. Libertà di espressione e sindacali, personale al centro, sicurezza, basta esternalizzazioni e partecipazione dei lavoratori. Sono queste le richieste della Funzione pubblica della Cisl.
Il sindacato di via Degasperi si è mobilitato venerdì 23 gennaio con un presidio all'esterno della sede dell'Asuit dopo il caos che ha investito la sanità trentina.
Una manifestazione per esprimere "solidarietà alla nostra delegata", dice Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp. "Colpita da un provvedimento disciplinare per aver parlato delle difficoltà che soffrono quotidianamente gli operatori. L'Azienda sanitaria è invitata a dare risposte alle lavoratrici e ai lavoratori, così come ai cittadini invece di dare la caccia al dissenso. Non ci faremo intimidire e andremo fino in fondo in questa battaglia".

Un altro tema, stringente in questo momento di trasformazione e di riforma della sanità trentina, è quello della valorizzazione del personale sanitario e non. "E' il capitale più prezioso del sistema, senza di loro non esistono servizi, non esiste qualità della cura, non esiste fiducia dagli ospedali alle case di riposo", aggiunge Pallanch. "E' ora di affrontare i problemi: programmare turni sostenibili, garantire condizioni di lavoro dignitose e ascoltare i bisogni degli operatori lasciati da soli tra impegni sempre più gravosi e una complessità dell'assistenza sempre più elevata".
Qui si inserisce anche la partecipazione degli operatori nelle decisioni. "Le lavoratrici e i lavoratori devono essere ascoltati perché toccano con mano ogni giorno i problemi. Dai macchinari obsoleti ai turni, dalla conciliazione vita-lavoro alla programmazione sono tante le questioni irrisolte".
La sicurezza resta poi un argomento caldo. "Sono mesi che aspettiamo iniziative per proteggere il personale. Le richieste sono sul tavolo da tempo: polizia fissa al pronto soccorso e misure mirate per ridurre i rischi sul posto di lavoro. Ma anche una campagna di sensibilizzazione e provvedimenti per prevenire queste situazioni gravi e che mortificano la nostra società".
C'è poi il "No" alle esternalizzazioni. "Si rispettino i protocolli per riportare i servizi all'interno dell'organizzazione e così evitare di smontare la sanità pubblica pezzo per pezzo attraverso le ulteriori esternalizzazioni. Nonostante le rassicurazioni, assistiamo a tagli, spending review e ampio spazio ai privati con dubbi sull'economicità di queste operazioni: se non si ferma questa dinamica, il risultato sarà solo di indebolire ancora di più un sistema già provato da decisioni che si sono rivelate spesso sbagliate".
La Funzione pubblica della Cisl chiede "la convocazione immediata degli Stati Generali della sanità pubblica e del sistema di assistenza agli anziani, con la partecipazione diretta delle lavoratrici e dei lavoratori che operano negli ospedali, sul territorio, nelle Apsp e nelle Rsa. Non tavoli chiusi o decisioni calate dall’alto, ma una responsabilità condivisa. Vogliamo una sanità e un sistema di assistenza che siano sinonimo di efficacia, prossimità e fiducia per la comunità trentina. Un sistema fondato su un nuovo umanesimo, che rimetta al centro le persone: chi cura, chi assiste e chi riceve sostegno, insieme a chi è chiamato a governare con responsabilità, etica e trasparenza. Su questo terreno, senza ambiguità, continueremo a batterci. Perché difendere la sanità pubblica e l’assistenza ai nostri anziani significa difendere il futuro e la dignità di tutta la comunità", conclude Pallanch.


















