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Trento
19 novembre | 18:01

Salari e occupazione, mille lavoratori della Cgil in piazza sotto il Consiglio provinciale: incontro con i capigruppo negato. Grosselli: "Mancanza di rispetto"

Il segretario Andrea Grosselli: "Il presidente del Consiglio provinciale non si è fatto garante delle istanze delle lavoratrici e dei lavoratori e non ha favorito il confronto, ennesimo solco che si scava tra chi siede nell’aula e chi vive nella vita reale"

Salari e occupazione, mille lavoratori della Cgil in piazza sotto il Consiglio provinciale: incontro con i capigruppo negato
di Redazione

TRENTO. Maggiori risorse per adeguare le retribuzioni impoverite dall'inflazione, e non a adeguate dall'ultimo rinnovo contrattuale: questa, in sintesi, le richiesta dei circa mille lavoratori e lavoratrici di Fp Ggil e Flc Cgil che questa mattina si sono riuniti in piazza Dante a Trento, per protestare sotto il Consiglio provinciale, senza però ottenere un confronto con i capigruppo consiliari. 

 

Mentre era in corso il presidio, spiegano le sigle, è arrivata la comunicazione del presidente Soini che, rimandando a domani l’incontro con i sindacati, di fatto ha chiuso ad un confronto con i lavoratori del pubblico impiego e della scuola. "Una scelta gravissima - commentano Fp e Flc Ggil - assunta a maggioranza dai capigruppo".

 

“Il presidente non si è fatto garante delle istanze delle lavoratrici e dei lavoratori e non ha favorito il confronto - dichiara il segretario della Ggil Andrea Grosselli, assieme ai segretari Fp e Flc Luigi Diaspro e Raffaele Meo -. L’incontro di domani in Prima commissione era già in programma e riguarda la legge di stabilità in generale. Così non solo ci si prende gioco dei lavoratori, ma si manca di rispetto a chi pacificamente riempie la piazza e chiede solo un confronto. E’ l’ennesimo solco che si scava tra chi siede nell’aula e chi vive nella vita reale”.

 

Le ragioni della protesta, viene sottolineato, restano tutte sul tavolo, con la Ggil che entra nel merito spiegando che, tra il 2022 e il 2024, le buste paga del comparto pubblico e della scuola hanno subito un taglio del potere d’acquisto reale pari a 330 euro, e l’ultimo rinnovo contrattuale ha portato nelle tasche di lavoratori e lavoratrici del sistema pubblico trentino, della sanità e della scuola un aumento di appena la metà, cioè 165 euro. Calcolatrice alla mano, viene rimarcato, non c’è stato nessun recupero della capacità di spesa.

 

“Siamo convinti che le autonomie locali, la sanità e la scuola pubblica costituiscano assi fondamentali per il buon funzionamento della nostra comunità e contribuiscano ogni giorno, con l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori, a mantenere la nostra società coesa ed efficiente – spiegano Meo e Diaspro – . Queste figure vanno valorizzate e le loro competenze riconosciute, e il giusto adeguamento salariale è un elemento indispensabile, pena l'acuirsi del fenomeno dell'abbandono dei posti di lavoro e della scarsa attrattività sociale ed economica del lavoro e del ruolo pubblico”.

 

La richieste delle categorie, nello specifico, sono uno stanziamento di risorse aggiuntive sul triennio 2022/2024, ma anche per un piano straordinario di assunzioni fondato sul rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Centrali anche il finanziamento del sistema sanitario provinciale e stanziamenti adeguati per armonizzare i contratti pubblici, finanziare adeguatamente la revisione degli ordinamenti professionali di autonomie locali e sanità, ma anche la sollecitazione a valorizzare e sburocratizzare la scuola. Infine la richiesta a superare la logica degli accordi stralcio economici e l’adozione di un modello diffuso ed efficace dello smart working.

 

"Tutte richieste per cui  oggi – concludono Fp Ggil e Flc Cgil – il presidente del Consiglio provinciale e la maggioranza dei capigruppo non hanno trovato tempo.

 

E in risposta alla Cgil è arrivata prontamente una nota del Consiglio provinciale che riporta, nell'ottica di “rappresentare in modo più corretto lo svolgimento dei fatti”, uno stralcio del testo della comunicazione inviata oggi dal presidente Claudio Soini.

 

“Ho sottoposto la vostra richiesta alla conferenza dei presidenti dei gruppi – si legge nel testo – i quali hanno evidenziato come la fase di esame del disegno di Legge di stabilità provinciale 2025 sia appena iniziata dinanzi la competente commissione, e sia già in programma per la giornata di domani l'incontro con le organizzazioni sindacali. Per rispettare le competenze e il ruolo dei vari organi consiliari coinvolti nel procedimento legislativo, i presidenti dei gruppi si sono espressi a larga maggioranza per la non effettuazione dell'incontro nella giornata odierna, considerato che si vanificherebbe l'incontro in Commissione”.

 

Ad essere specificato è poi come la conferenza dei presidenti dei gruppi abbia manifestato disponibilità a valutare future richieste di incontro, nel caso in cui il confronto previsto con la competente Commissione dovesse non essere sufficiente per la presentazione delle richieste delle organizzazioni sindacali generali e di categoria: “Si fa presente la possibilità in particolare di presentare anche dei documenti di osservazioni, messi a disposizione di tutti i consiglieri e utili anche per la successiva fase di esame consiliare".

 

 

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