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| 22 mag 2025 | 16:02

“Parla di salari ma ignora i rinnovi dei contratti: Delladio si dimetta”: sanità privata in sciopero, i sindacati protestano sotto la sede di Confindustria

Sanità privata in sciopero, i sindacati all’attacco: “Il presidente Delladio parli anche dei contratti delle sue associate, non solo di salari sui giornali. Se non ci riceve, si dimetta”

di Redazione

TRENTO. “Il presidente Delladio va sui giornali a parlare di questione salariale e poi quando il rinnovo dei contratti tocca le sue associate tace e non incontra i lavoratori. Si dimetta”. La parole arrivano  Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl Sanità oggi in sciopero, come nel resto d'Italia, con le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata che chiedono i rinnovi dei contratti nazionali Aris e Aiop bloccati da 6 a 13 anni.

 

La protesta stata decisa dopo mesi di rinvii e silenzi inaccettabili. Un presidio delle categorie locali ha sfidato la pioggia sotto la sede di Confindustria Trento. Le tre sigle sindacali hanno chiesto di essere ricevute dai vertici di Palazzo Stella ricevendo un diniego. “E’ gravissimo” hanno tuonato i tre segretari provinciali Alberto Bellini, Giuseppe Pallanch e Giuseppe Varagone

In provincia i lavoratori e le lavoratrici coinvolte dal mancato rinnovo sono circa un migliaio e operano negli ospedali di San Pancrazio e San Camillo, nelle case di cura Eremo, Villa Regina, Villa Bianca, Solatrix, presso la Cooperativa Villa Maria e il Centro Franca Martini. Si tratta di professionisti che svolgono un servizio pubblico essenziale, garantendo ogni giorno cure, assistenza e professionalità alle persone più fragili. 

 

Eppure, spiegano i sindacati, restano con un contratto bloccato, senza adeguamenti retributivi, senza tutele aggiornate. Aiop e Aris, infatti, continuano a vincolare l’avvio del negoziato alla copertura integrale dei costi da parte del Governo, delle Regioni e delle Province Autonome.

Per i sindacati è “una pretesa assurda, perché la negoziazione di un contratto è in capo alle associazioni datoriali che rappresentano le strutture private che agiscono per conto del servizio pubblico e che non possono scaricare completamente il rischio d’impresa sulle lavoratrici e sui lavoratori e sulla collettività. Come Sindacati rifiutiamo la logica di chi gestisce pubblici servizi tenendo per sé i ricavi e socializzando i costi, scaricandoli sui lavoratori, sugli utenti o sull’Erario”.

Anche per questa ragione a livello locale le categorie hanno sollecitato la Giunta Provinciale a fare un passo avanti verso le lavoratrici e i lavoratori. “E’ opportuno e giusto che chi riceve accreditamenti e fondi pubblici garantisca salari e diritti ai lavoratori e dotazioni organiche adeguate e alle stesse condizioni della sanità pubblica. Chiediamo alla Provincia regole chiare e vincolanti sugli accreditamenti. Non è accettabile che il diritto al contratto sia ostaggio di un ricatto economico perché ad oggi Aiop e Aris stanno scaricando il rischio d’impresa sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori e, indirettamente, sull’intera collettività”. Fino a questo momento però le sollecitazioni dei sindacati sono cadute nel vuoto e dall’assessorato alla Salute non è arrivato alcun segnale. Da qui la richiesta di un incontro immediato.

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