"Manteniamo le sedi del cup in Trentino", prosegue la protesta di lavoratori e sindacati: "Salvaguardiamo i posti di lavoro"
Protesta in piazza Dante per chiedere garanzie sul proprio futuro: "Manteniamo le sedi in Trentino con un'apposita clausola del bando". Lavoratori e sindacati sono stati ricevuti dai vertici di provincia e azienda sanitaria: "Impegno a trovare le migliori soluzioni che consentano di salvaguardare il più possibile i posti di lavoro e non permettano lo spopolamento delle zone periferiche del Trentino"

TRENTO. Non si ferma la protesta delle lavoratrici e dei lavoratori del Cup, il centro unico prenotazioni dell’azienda sanitaria trentina, che hanno protestato in piazza Dante sotto la sede della provincia di Trento per chiedere garanzie sul proprio futuro.
L’appalto di servizio, infatti, è scaduto e adesso sono in proroga fino ad agosto del 2024.
A preoccupare sono i contenuti del nuovo bando di gara in via di definizione. Lavoratrici e lavoratori con Fiom Cgil pretendono che siano mantenute le sedi in Trentino, con un'apposita clausola del bando.
Rimane l'incertezza se in futuro al telefono per le prenotazioni si risponderà solo dal Trentino. Senza questi impegni reali le 122 lavoratrici e lavoratori del Cup, impegnate tra Trento, Castel Tesino, Ossana e Luserna, potrebbero vedere spostato il loro posto di lavoro in qualsiasi altra regione d’Italia.
“Il Trentino è una provincia autonoma, le nostre risorse servono per salvaguardare i posti di lavoro in Trentino e garantire che chiunque abbia interesse di partecipare a questa gara sia consapevole sin dall'inizio che le attività del call center saranno svolte da operatori in Trentino, mantenendo le attuali sedi e premiando chi ne aprirà delle altre sempre sul territorio – spiega Aura Caraba che per la Fiom Cgil segue il comparto. - Non ci si rassegna all'idea che ad ogni cambio di appalto si perdono per strada retribuzioni, diritti o posti di lavoro, bisogna anche avere il coraggio di opporsi a questa disfatta e fare un ragionamento sul senso delle esternalizzazioni. La libertà di impresa non può schiacciare e prevaricare i diritti, le retribuzioni di chi lavora e mettere a repentaglio i posti di lavoro. Nel 2013 venne indicato sul bando il vincolo della territorialità. Altre regioni dopo il 2014, quando sono entrate in vigore le regole europee hanno fatto altrettanto, non ci sono ragioni legali per cui non possa farlo anche la provincia di Trento. Non è così che si tutela l’occupazione in Trentino e non è così che si salvaguarda il lavoro femminile, visto che la grande maggioranza delle dipendenti Cup sono donne” conclude Caraba.
Lavoratori e sindacati sono stati ricevuti dall’assessora provinciale alle politiche sociali Stefania Segnana e dai vertici aziendali dell'azienda sanitaria.
Provincia e azienda sanitaria si dicono "consapevoli della delicatezza di questa fase – si legge in una nota - e di come dal nuovo bando dipenda il futuro di tante famiglie ma anche dello stesso territorio, dato che gli sportelli si trovano per la maggior parte in aree decentrate e occupano soprattutto personale femminile. L’impegno è quello di trovare le migliori soluzioni che, nel rispetto delle norme locali, nazionali e europee, consentano di salvaguardare il più possibile i posti di lavoro e non permettano lo spopolamento delle zone periferiche del Trentino. La riunione ha permesso di raccogliere tutti gli elementi di attenzione necessari ad un’analisi tecnico-politica, per un successivo riscontro richiesto dalle stesse parti sindacali”.
In attesa delle garanzie richieste, un nuovo sciopero è già annunciato per la prossima settimana, martedì 17 ottobre.













