Una delegazione della Cisl del Trentino alla grande manifestazione del sindacato a Roma: "Siamo qui per far sentire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori trentini"
Il sindacato di via Degasperi ha preso parte all'appuntamento dal titolo “Partecipare per crescere: migliorare la Manovra, costruire un nuovo Patto sociale". La scelta della Cisl è stata quella di scendere in piazza con una manifestazione di sabato per "non gravare sulle tasche dei lavoratori e non riversare il conflitto nei luoghi di lavoro e nelle imprese, che nulla hanno a che fare con i contenuti della manovra"

ROMA. "Siamo qui per far sentire la nostra voce, quella delle lavoratrici e dei lavoratori del Trentino". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario della Funzione pubblica della Cisl. Anche una delegazione del Trentino è scesa a Roma per partecipare alla manifestazione nazionale in piazza Santi Apostoli. "Sono ancora troppe le partite aperte a cominciare dalla richiesta di eliminare l’articolo 33 che modifica i rendimenti sulle pensioni degli enti locali e della sanità".
Il sindacato di via Degasperi ha preso parte all'appuntamento dal titolo “Partecipare per crescere: migliorare la Manovra, costruire un nuovo Patto sociale". La scelta della Cisl è stata quella di scendere in piazza con una manifestazione di sabato per "non gravare sulle tasche dei lavoratori e non riversare il conflitto nei luoghi di lavoro e nelle imprese, che nulla hanno a che fare con i contenuti della manovra".

Si parla di manovra di bilancio nazionale ma la Cisl Fp del Trentino parte, soprattutto, da quanto concordato a livello provinciale con il protocollo siglato il 18 luglio 2023 per l’anticipazione contrattuale dele autonomie locali e della sanità che porterà a breve al rinnovo del contratto provinciale di primo livello. "Sono nostre conquiste - aggiunge Pallanch - sbagliato non riconoscerle. Certo, ci sono ancora molte trattative da portare a termine e molti tavoli da attivare per far ritornare il territorio un laboratorio di innovazione, facendo leva sull'autonomia un modello che va esteso ad altre aree di contrattazione. Oggi il Trentino è arretrato in molti settori, si è avvicinato alle Regioni ordinarie. Questo è un brutto segnale e bisogna invertire la rotta prima che sia troppo tardi".

La Cisl Fp auspica che si possa ritornare ai tavoli. "Noi siamo sempre stati disponibili a trovare un punto d'incontro per rimettere le lavoratrici e i lavoratori al centro del sistema. Servono ancora più risorse su sanità, nelle autonomie e nel settore dei servizi e nelle funzioni centrali. E' necessario sbloccare le assunzioni e la stabilizzazioni per ridare ossigeno ai comparti strategici per il territorio. Poi strumenti migliori e più efficaci per contrastare la povertà, maggiore sostegno alla disabilità e più risorse sulla non autosufficienza. E’ necessario un moderno patto sociale che dia risposte concertate per sviluppare il Trentino: risposte sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico".
La Cisl chiede l’impegno di tutti gli attori responsabili che hanno a cuore il rilancio quantitativo e qualitativo del lavoro e una ripartenza del Trentino. "Noi siamo pronti a fare la nostra parte con grande senso di responsabilità ma la politica deve uscire da questo stallo che non fa il bene dell'autonomia. Davanti a questi litigi per le poltrone a rimetterci sono solo i cittadini e diventa difficile dare fiducia e prospettiva alle nuove generazioni. Non ci si lamenti perché è evidente la disaffezione verso la politica", conclude Pallanch.













