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Trento
15 ottobre | 17:20

"A22, i lavoratori chiedono chiarezza: Fugatti e Kompatscher facciano pressioni su Salvini per sbloccare l'impasse"

La Filt-Cgil del Trentino: "L’incertezza sul bando e sui tempi creano preoccupazione anche tra i mille dipendenti della società"

di Redazione

TRENTO. La situazione di grande incertezza che avvolge il futuro dell’autostrada del Brennero preoccupa non solo la classe politica e l'anima produttiva del territorio, ma anche i circa mille dipendenti della società che vorrebbero vederci chiaro su gara, diritto di prelazione e sul piano di investimenti della società.

 

A dare voce a queste preoccupazioni è la Filt del Trentino con Franco Pinna e Tommaso Ziller. "Il continuo susseguirsi di notizie, di corse in avanti e veloci retromarce, di certezze che si scoprono non essere più tali per prese di posizione di Bruxelles stanno creando agitazione tra le lavoratrici e i lavoratori".  

 

"Non sta a noi - proseguono i due sindacalisti - definire qual è la strada migliore da percorrere, se sia il caso di annullare tutto e ripartire da zero, oppure di sbloccare il bando. Da parte nostra abbiamo sempre sostenuto di preferire una soluzione in house, perché crediamo che l’autostrada sia un asse strategico fondamentale per il nostro territorio e un controllo pubblico garantirebbe non solo un importante motore sviluppo, ma anche una pianificazione politica in linea con gli interessi delle nostre comunità e del nostro territorio che dell’autostrada hanno oneri ed onori".

 

"Siamo consapevoli che anche nella prospettiva di un bando di gara senza diritto di prelazione con ogni probabilità saranno garantiti i livelli occupazionali. Chi potrà dare certezze, però, sulla qualità e sulle condizioni dell’occupazione, oggi tutelate da accordi aziendali frutto di relazioni industriali consolidate con l’attuale società. E quanto è probabile che una multinazionale estera decida di portare avanti anche gli investimenti sul nostro territorio, a vantaggio delle nostre comunità?”.

 

Le questioni aperte sono molte e complesse. Il sindacato è consapevole che la partita non si gioca solo a livello locale: "Viste, però, le profonde e significative ricadute locali si aspetta che i presidenti delle due province facciano pressione sul Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture perché si esca da questa situazione di impasse". 

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