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Trento
12 ottobre | 09:38

Caos concessioni autostradali, l'Europa mette in mora l'Italia: a rischio il bando per l'A22

I grandi "nodi" sono sempre il diritto di prelazione e la procedura di finanza di progetto: ora però la Commissione Europea alza i toni dello scontro e c'è apprensione sul futuro, sempre più incerto, del bando di concessione per l'Autostrada del Brennero

di Redazione

TRENTO. Che fosse una partita difficile lo si era capito già da un po' di tempo, ma ora ostacoli e imprevisti stanno complicando sempre di più lo scenario: si parla della gestione della concessione dell'Autostrada A22, finita prepotentemente nel mirino della Commissione Europea

 

Qualche giorno fa, l'8 ottobre, la stessa Commissione infatti ha inviato una lettera di messa in mora al governo italiano (indirizzata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), puntando il dito contro il codice degli appalti e soprattutto contro la procedura di finanza di progetto applicata al rinnovo della concessione.

 

Insomma, in un contesto già teso (il bando per l’A22, pubblicato il 31 dicembre 2024, è già sospeso fino al 30 novembre in attesa di una sentenza della Corte di Giustizia Europea) i toni si alzano: Bruxelles contesta vari punti cruciali

 

Come detto, la procedura di affidamento in finanzia di progetto, così come è stata declinata, secondo la Commissione "non presta le adeguate garanzie procedurali a presidio del rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione e lascia invece uno spazio troppo ampio alla discrezionalità dell’amministrazione aggiudicatrice".

 

In altre parole, come spiega anche una lunga analisi del Sole 24 Ore, la gara deve essere lo strumento principale con il quale gestire gli affidamenti ed eventuali eccezioni, come finanza di progetto e procedure in house, devono essere giustificate in maniera dettagliata e soprattutto convincente.

 

E le lunghe disquisizioni intorno al "famoso" diritto di prelazione per il proponente si concludono con una frase eloquente: "Tale disposizione viola i principi di parità di trattamento e non discriminazione sanciti dagli articoli 3 e 30 della direttiva 2014/23/Ue".

 

Insomma, la Commissione è lapidaria, così la strada si fa in salita e il bando di fatto dopo tanti rinvii ora rischia ora di arenarsi definitivamente.

 

La Commissione ha intimato all’Italia di rispondere a questa lunga lista di osservazioni entro due mesi, prendendo le adeguate contromisure, pena un possibile deferimento alla Corte (con conseguenti sanzioni). 

 

Così ora la palla passa al governo, anche se in Regione c'è attesa per conoscere gli sviluppi di una situazione che lascia non poca apprensione al mondo della politica trentina e altoatesina, visto che i soci pubblici controllano la società Autobrennero per circa l’85%. 

 

Perdere il "controllo" di un'infrastruttura strategica e di assoluto interesse pubblico come l'Autostrada sarebbe d'altronde una pessima notizia per tutto il territorio: una gara senza diritto di prelazione e senza finanza di progetto potrebbe vedere partire in svantaggio Autobrennero rispetto ai grandi colossi concorrenti nazionali e internazionali che potrebbero essere ingolositi dalla situazione e intenzionati a mettere le mani sul collegamento tra Italia e Austria

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