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Belluno
24 settembre | 06:42

"Il futuro è nel lavorare insieme: le pro loco non sono solo sagre, ma tutela del patrimonio locale. Se non facciamo rete, le tradizioni rischiano di morire"

Dopo il successo di Made in Dolomiti, il presidente del Comitato Unpli Belluno Davide Praloran spiega a Il Dolomiti perché oggi è sempre più importante che le associazioni territoriali, dalle pro loco alle piccole realtà indipendenti, lavorino insieme. Lo scopo comune, infatti, deve essere far continuare e vivere le tradizioni e valorizzare il territorio

Il futuro è nel lavorare insieme: le pro loco non sono solo sagre, ma tutela del patrimonio locale

BELLUNO. “Noi bellunesi siamo bravi a fare tante cose, ma sul comunicarle abbiamo ancora lavoro da fare. Per promuovere il territorio oggi, l’unica strada è fare rete: le piccole organizzazioni faticano sempre di più a portare avanti eventi e manifestazioni tradizionali, perciò come Pro loco possiamo aiutarle per tenere in vita questo patrimonio, mentre dobbiamo continuare a lavorare per farlo conoscere all’esterno”.

 

Dopo il successo di Made In Dolomiti, che ha portato in centro a Belluno prodotti agricoli e artigianali locali promossi da 60 Pro loco bellunesi, il territorio si prepara alla stagione autunnale e invernale. Abbiamo incontrato Davide Praloran, presidente del Comitato Pro loco Unpli Belluno (Unione nazionale Pro loco d’Italia), per farci raccontare come si sta muovendo il mondo degli eventi bellunese, soprattutto dopo la visibilità cui tanto si puntava con le Olimpiadi.

 

“Siamo una rete associativa - spiega - specializzata nel supportare le varie Pro loco in adempimenti come la consulenza fiscale, la richiesta di autorizzazioni o la gestione del volontariato. Si tratta di temi sempre più caldi nell’evoluzione che il terzo settore sta conoscendo e richiedono una certa formazione”. Il Comitato si prefigge infatti prima di tutto di “dare respiro” alle realtà territoriali, che spesso non possiedono risorse e competenze necessarie per adempiere a tutte le pratiche burocratiche previste.

 

Le Pro loco sono infatti associazioni di volontariato radicate nelle comunità. Del comitato Unpli Belluno fanno parte 60 Pro loco e 6 consorzi, questi ultimi ancora esistenti nel Veneto perché permettono di coordinare realtà dislocate in punti distanti tra loro all’interno delle ampie vallate di montagna. “Non si occupano però solo di sagre - specifica Praloran - ma sono custodi di storia e tradizioni, perché promuovono ogni aspetto del territorio, come la cultura, la natura e l’enogastronomia”. 

 

Per questo l’altro grande obiettivo per Unpli è coordinare tutte queste realtà e promuovere i rispettivi eventi locali. “Ad esempio, lo scorso anno - spiega -  abbiamo portato all’Expo di Osaka la Zinghenesta (antica mascherata carnevalesca di Canale d'Agordo), esportando con essa anche Belluno e il Veneto. Proprio questo sono le pro loco oggi: custodia e valorizzazione delle peculiarità locali”.

 

Quindi le parole chiave sono raccordo, supporto e collaborazione. “Sarà sempre più importante - prosegue - collaborare sia tra di noi, per dare il giusto risalto agli sforzi di ognuno, non sovrapporsi ed evitare che ognuno vada per la sua strada, sia con le associazioni più piccole, anche quando non sono pro loco. Questo non per ‘rubarci’ gli eventi, ma al contrario per non vederli morire. Purtroppo manca ancora un po’ di consapevolezza sul fatto che è solo lavorando insieme che si potrà farlo”.

 

“Le piccole realtà - aggiunge - sono infatti sempre più in sofferenza, costrette a muoversi tra statuti, assicurazioni, registro volontari, tutte pratiche diventate pane quotidiano per le Pro loco dopo anni di lavoro finalizzati a entrare in quest'ordine di idee. Collaborare è perciò l’unica soluzione: un buon esempio è stata la recente Festa del pesce di “Insieme si può…”, organizzata per la prima volta a Limana collaborando con la pro loco in una sinergia che dovrebbe essere il più possibile da stimolo per tutti. Si dice infatti che l’unione fa la forza, ma qui l’unione serve soprattutto per salvare letteralmente le nostre tradizioni”.

 

Il percorso è lungo. “Speriamo che tutto ciò sia recepito - è l’auspicio - soprattutto da chi, in passato, ha fatto nascere un evento e magari oggi non ha più la forza di portarlo avanti, per il carico burocratico e organizzativo che comporta. Vorrei si sapesse che possono rivolgersi alla Pro loco locale per tutelarlo e non buttare via quanto fatto finora: le porte sono aperte, dobbiamo abbattere le barriere e creare ponti”.

 

“Il futuro sta nel fare rete, con enti più grandi come la Provincia o la Dmo, con i quali abbiamo un bel rapporto indispensabile per la promozione del territorio, e con le piccole organizzazioni. Tutti devono coordinarsi e trovare un punto di incontro per creare ospitalità: lo abbiamo fatto con le Olimpiadi, quando a Casa Veneto a Cortina, a Longarone e a Calalzo di Cadore abbiamo distribuito 8 mila opuscoli nei quali sono riportati tutti gli eventi delle varie pro loco stagione per stagione, anche in lingua straniera. Coordinare gli attori locali non è un lavoro semplice, ma alla fine sono certo che avremo un ritorno sempre maggiore in termini di presenze, non solo a Cortina”.

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