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| 15 giu 2022 | 12:12

Sait, 75 magazzinieri rischiano di perdere il lavoro: la protesta ai cancelli. I sindacati: ''Amarezza per il silenzio della politica, a cominciare dalla Giunta provinciale''

Questa mattina si è tenuta  la nuova protesta contro l'esternalizzazione del magazzino. Rabbia, delusione e sconcerto tra i lavoratori fuori dai cancelli, i sindacati hanno rimandato al mittente le accuse del presidente Dalpalù rivendicando la propria posizione

TRENTO. “Non ci siamo mai sottratti al confronto, ma abbiamo sempre ribadito con chiarezza la nostra contrarietà all’appalto di servizio perché non ci sono garanzie sufficienti per i lavoratori. Sait però non si è mai mossa di un centimetro. Rifiuta la cessione del ramo d’azienda con giustificazioni a nostro avviso insufficienti e non ha mai risposto sul distacco, strada che avrebbe garantito un’ottimizzazione organizzativa senza danneggiare i dipendenti del magazzino”. Usano queste parole i sindacati  Filcams, Fisascat e Uiltucs in merito ai 75 dipendenti magazzinieri del Sait che rischiano di rimanere senza un lavoro. (QUI L'ARTICOLO)

 

Questa mattina si è tenuta  la nuova protesta contro l'esternalizzazione del magazzino. Rabbia, delusione e sconcerto tra i lavoratori fuori dai cancelli. I sindacati hanno rimandato al mittente le accuse del presidente Dalpalù (QUI L'ARTICOLO) rivendicando la propria posizione. 

 

“Sait vuole abbattere i costi del magazzino – spiegano i sindacati - come è chiaro anche dalla lettera in cui comunica l’avvio della procedura di licenziamento. Non possiamo accettare un taglio dei costi sulla pelle dei lavoratori quando il consorzio ha chiuso il bilancio con un utile di 2,6 milioni di euro e il magazzino ha raggiunto tutti gli obiettivi, come dimostra l’erogazione del premio di risultato. Dove è finita la funzione sociale della cooperazione? Se questo è il percorso intrapreso, con la benedizione di Via Segantini, temiamo anche sulle ripercussioni che questa logica avrà su famiglie cooperative e Superstore”.

 

E a dare concretezza ai timori di un peggioramento delle condizioni di lavoro con il passaggio a Movitrento sono le recenti affermazioni della presidente della coop, Castaldo, che, continuano Filcams, Fisascat e Uiltucs, in un incontro per la definizione di un premio di risultato per i propri dipendenti ha ammesso che non ci sono i margini per riconoscere nulla perché l’appalto con magazzino Sait è in perdita. “Quali garanzie offre una situazione di questo tipo? I lavoratori si sentono presi in giro”, ribadiscono Paola Bassetti (Filcams), Gabriele Goller (Fisascat) e Vassiolios Bassios (Uiltucs). 

 

Infine lavoratori e sindacati non nascondono l’amarezza per l’assordante silenzio della politica, a cominciare dalla Giunta provinciale. “Hanno appena siglato un patto con la Federazione della Cooperazione e non dicono nulla sul fatto che si tagliano 75 posti di lavoro. A questo punto ci chiediamo quale sarà il prossimo taglio doloroso, inevitabile ”.

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