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| 09 feb 2023 | 13:14

Litri di gasolio illegale verso l'Italia mascherati da olio lubrificante, la Finanza di Trento blocca una frode milionaria: allerta sulla criminalità organizzata

Fermare il traffico illegale di carburante è molto importante anche per evitare il reinvestimento di denaro da parte della criminalità organizzata. “E' stato fatto uno sforzo investigativo che ha pochi precedenti – ha spiegato il procuratore della Repubblica, Sandro Raimondi – e il risultato ottenuto ha permesso di ricostruire la rete commerciale e fiscale del prodotto"

TRENTO. Una maxi frode nel settore dei carburanti. E' un'operazione davvero importante quella compiuta nelle scorse ore dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Trento che ha portato a galla una filiera illegale di importazione del gasolio attraverso il Brennero fino al sud Italia

 

Nell'operazione i finanzieri trentini sono stati coadiuvati dai colleghi del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico) e di numerosi Reparti territoriali del Corpo sul territorio nazionale, con il supporto dell’organo di cooperazione giudiziario europeo Eurojust  e l’ausilio di funzionari dell’Agenzia Europol – nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Trento in materia di frodi nel settore dei carburanti per autotrazione. 

Fermare il traffico illegale di carburante è molto importante anche per evitare il reinvestimento di denaro da parte della criminalità organizzata. “E' stato fatto uno sforzo investigativo che ha pochi precedenti – ha spiegato il procuratore della Repubblica, Sandro Raimondi – e il risultato ottenuto ha permesso di ricostruire la rete commerciale e fiscale del prodotto. Stiamo parlando di miliardi di euro all'anno mossi all'anno da queste filiere illegali”. 

 

 

Nell'operazione  avvenuta all'alba è stata data esecuzione ad un’Ordinanza che ha disposto l’applicazione di misure cautelari personali dell’obbligo di dimora nei confronti di 6 soggetti ed il sequestro di beni per 3,2 milioni di euro.

 

Complessivamente, l’indagine vede il coinvolgimento di 41 soggetti indagati, di cui 12 di nazionalità estera, ritenuti, a vario titolo, salvo il principio di presunzione di innocenza, responsabili di aver partecipato o concorso ad un’associazione per delinquere a carattere transnazionale dedita alla commissione dei reati di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sul gasolio da autotrazione.

 

 

L'AVVIO DELLE INDAGINI
Le indagini, condotte dal Gico del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trento unitamente al Gruppo di Trento, sotto la direzione dell’Aautorità giudiziaria trentina, sono scaturite a seguito del controllo, fatto allo scalo internodale di Trento, di un autoarticolato proveniente dalla Germania, condotto da un cittadino lettone, diretto in Provincia di Foggia, il quale trasportava formalmente 26 mila litri di olio lubrificante, rivelatosi, a seguito di specifiche analisi, gasolio per autotrazione.

 

Sono due i metodi, ha spiegato il colonnello Danilo Nastasi, comandante provinciale della Guardia di Finanza, attraverso i quali si realizzano le frodi di carburante. Il primo consiste nell'evasione dell'Iva con una ricaduta quindi negativa sull'erario. Il secondo metodo, ha spiegato Nastasi, che è nello specifico quello avvenuto in questo caso, “si realizza con il contrabbando. Il prodotto – spiega il comandante – viaggia sottoforma di olio lubrificante per poter avere meno vincoli nella documentazione necessaria per essere poi usato per l'autotrazione. In questo modo vi è anche l'evasione delle accise”. Il prodotto, ovviamente, non è esattamente gasolio ma quest'ultimo viene miscelato con altri oli pesanti idonei per i serbatoi ma di qualità inferiore e soprattutto con un impatto sull'ambiente molto pesante. 

 

Le successive ed articolate indagini – eseguite tramite tecniche di intercettazioni numerosi servizi di osservazione, nonché con l’incrocio delle informazioni acquisite tramite le banche dati in uso al Corpo – hanno permesso di ricostruire un ingente e consolidato illecito traffico internazionale di gasolio, gestito da soggetti collocati in Lettonia, Lituania, Germania e Italia, finalizzato ad introdurre e commercializzare nel territorio italiano prodotto energetico in evasione d’imposta (accisa).

 

Le Fiamme Gialle hanno complessivamente ricostruito 204 episodi di illecita importazione e ricostruito un totale di 5 milioni di litri di prodotto petrolifero illecitamente introdotto sul territorio nazionale, nel periodo 2021-2022.

Al vertice dell’associazione per delinquere, composta da 5 indagati, è risultato un cittadino lituano residente in Germania, il quale, coadiuvato da un soggetto di nazionalità lettone, gestore di una ditta di autotrasporto, riforniva il prodotto energetico a tre sodali che, in provincia di Foggia, rivestivano il ruolo di grossisti.

Nel corso delle investigazioni è emerso che il gasolio proveniente da un sito di stoccaggio localizzato in Germania,  nella città di Forst (al confine con la Polonia) veniva trasportato all’interno di cosiddetti “cubotti” di plastica, a loro volta caricati su automezzi pesanti di nazionalità lettone o lituana, i quali, percorrendo la rete autostradale europea, giungevano in Italia mediante il confine del Brennero. Nell’ultima parte del tragitto, l’organizzazione, al fine di prevenire possibili controlli prima di giungere presso i depositi clandestini dislocati nelle provincie di Foggia, Bari e Barletta-Andria-Trani, si occupava anche della staffetta dei camion.

 

Nei luoghi di stoccaggio, in particolar modo all’interno di quello principale ubicato nel comune di Cerignola (FG), il gasolio veniva prontamente travasato dentro autocisterne per la successiva consegna, sul territorio nazionale, ai clienti finali, costituiti prevalentemente da  “pompe bianche”, imprese edili, aziende di trasporto e depositi commerciali.

Al fine di eludere eventuali controlli, tale cessione nazionale veniva scortata da documentazione fiscale artefatta – E-Das attestanti fittiziamente l’avvenuto pagamento delle accise – emessa da due società con sede in provincia di Napoli e Foggia.

 

I SEQUESTRI
L’esecuzione del provvedimento dell’Autorità giudiziaria, avvenuta nelle province di Bari, Foggia, Barletta-Andria-Trani, Napoli, Avellino e Salerno nonché in territorio estero (Lituania, Lettonia), ha consentito di sequestrare agli indagati i saldi attivi dei conti correnti, beni immobili di pregio, auto di lusso, per un valore corrispondente al profitto del reato e di cautelare, inoltre, un distributore di carburante, un sito di stoccaggio clandestino e  48 automezzi (motrice e rimorchio) per un valore complessivo pari a circa 3,2 milioni di euro.

Nel corso dell’indagine, su autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, oltre 50 mila litri di carburante, sottoposto a sequestro nel corso dei controlli su strada, sono stati destinati ai Vigili del Fuoco di Trento ed utilizzati per rifornire i mezzi di soccorso.

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