Contenuto sponsorizzato
| 11 gen 2023 | 20:04

''Sciabilità garantita e ottime condizioni sulle alpi'', Failoni rilancia sui bacini artificiali. Apertura di Santanchè e annuncia 4 misure per la crisi neve sugli Appennini

La presidente di Anef, Ghezzi: "Senza l’inverno la montagna perde il nucleo della sua sostenibilità economica. L’urgenza è avere un supporto sull’ordinario, una moratoria sui mutui, essenziale per dare respiro alle aziende che si trovano nell’impossibilità di lavorare e ammortizzatori sociali per i dipendenti stagionali e fissi"

TRENTO. "La sciabilità è pienamente garantita sull’arco alpino italiano grazie alle ultime nevicate importanti e al calo delle temperature che favorisce il lavoro di preparazione delle piste". Queste le parole dell'assessore Roberto Failoni. Il titolare al turismo della Pat si è confrontato con i colleghi delle regioni alpine italiane con delega agli impianti di risalita sull'attuale contesto turistico invernale. "Nel nostro caso, in Trentino, possiamo sottolineare che si scia bene, in sicurezza e con una qualità della neve ottimale".

 

Archiviate con la piena soddisfazione degli operatori le festività di Natale e Capodanno è emersa unanime tra gli amministratori la fiducia per il prosieguo di una stagione invernale "finalmente - viene spiegato - senza alcun tipo di restrizioni e iniziata sotto i migliori auspici".

 

Le regioni dell'arco alpino hanno evidenziato come il prodotto neve sia oggi nelle condizioni ambientali ottimali per offrire una vacanza legata allo sci di qualità. In Italia la situazione è difficilissima sugli Appennini mentre le Alpi presentano un panorama migliore rispetto alle altre aree europee. Un quadro evidenziato a Il Dolomiti anche da Valeria Ghezzi in qualità di presidente Anef e di Federfunivie internazionale (Qui articolo).

 

Un dicembre che è stato asciutto e caldo, con poche precipitazioni e temperature superiori alla media, quanto emerge dagli ultimi report di Meteotrentino e dell'Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente (Qui articolo).

 

Un avvio di stagione "salvato" sostanzialmente dalle nevicate di metà dicembre e dal freddo che ha agevolato il ricorso all'innevamento programmato e il lavoro svolto poi dagli addetti delle società funiviarie per preparare le piste. "Le temperature sopra la media stagionale registrate nelle scorse settimane - commenta Failoni - non hanno compromesso le condizioni di sciabilità dei comprensori dell’arco alpino italiano".

 

Le prime stime indicano un ottimo andamento sul fronte delle presenze e della redditività nel periodo di Natale e Capodanno. Intanto prosegue la promozione dell'inverno e ci si prepara alle campagne marketing per veicolare la primavera. "Le recenti nevicate e il successivo calo delle temperature, in queste ore, garantiscono la possibilità di produrre al meglio neve programmata e migliorare ulteriormente il fondo delle piste anche nella prospettiva dei futuri mesi di febbraio e marzo, che stanno già facendo registrare un’interessante richiesta a livello di prenotazioni, sia da parte del mercato italiano che internazionale".

 

C'è soddisfazione per il positivo avvio di stagione e c'è fiducia per le prossime settimane e mesi per il comparto turistico ma le regioni alpine italiane pongono all’attenzione del governo "nel complesso dei temi per lo sviluppo dei territori montani, gli interventi per i bacini per l’innevamento artificiale, che risultano fondamentali per assicurare la continuità e lo sviluppo del turismo invernale nelle località interessate. Bacini che rivestono in generale quattro funzioni. Oltre all’innevamento delle piste da sci infatti sono importanti per il turismo estivo, quale valore aggiunto al paesaggio, per l’agricoltura e per la disponibilità di acqua negli interventi di antincendio", si conclude la nota delle regioni alpine.

 

Intanto la ministra Daniela Santanché ha annunciato quattro misure e risposte entro 2-3 settimane per fronteggiare l'emergenza neve sugli Appennini tra un fondo pro impianti e innevamento; l'uso di fondi Covid che certe regioni hanno ma non possono utilizzare, l'uso della cassa integrazione in deroga per categorie stagionali come i maestri di sci; il recupero al 100% della tassa di soggiorno. 

 

La ministra non esclude attenzione sui bacini che possono portare benefici a più livelli, ma sono state delineate alcune misure. Tanti comprensori sugli Appennini, infatti, non sono riusciti a far partire la stagione, soprattutto in Emilia Romagna, Toscana e Abruzzo. Le stime indicano un danno diretto da 60 milioni per un settore che viene valutato complessivamente 2 miliardi e impiega 65 mila persone

 

"La ministra - commenta Valeria Ghezzi, presidente di Anef - ha dimostrato sensibilità e attenzione per le nostre istanze e tutti gli interlocutori sono stati concordi nel riconoscere come fondamentale la stagione invernale per le stazioni di montagna e l’industria dello sci come volano dell’intera economia turistica delle terre alte. Non è stato il primo inverno senza neve e non sarà l’ultimo ma la situazione delle imprese impiantistiche degli Appennini ci costringe a riflettere, ma anche a prendere provvedimenti immediati”.

 

L’assenza di precipitazioni nevose e le alte temperature che impediscono di produrla, spiegano gli impiantisti, possono essere considerate come una calamità naturale per le imprese impiantistiche e pongono problemi che riguardano tutta la filiera. Con le piste chiuse anche il sistema ricettivo e delle professionalità legate al mondo della montagna non lavora.

 

"Senza l’inverno la montagna perde il nucleo della sua sostenibilità economica. L’urgenza è ora quella avere un supporto sull’ordinario, una moratoria sui mutui, essenziale per dare respiro alle aziende che si trovano nell’impossibilità di lavorare e ammortizzatori sociali per i dipendenti stagionali e fissi. Abbiamo anche chiesto al governo la creazione di un tavolo di monitoraggio continuo che permetta di avere da una parte dati precisi e affidabili su cui impostare il lavoro nei prossimi anni, dall’altra la possibilità di agire in modo tempestivo in caso di crisi. Uno strumento che sarebbe utile oggi per l’Appenino e domani per tutta la montagna", conclude Ghezzi.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Ambiente
| 30 maggio | 06:00
Il punto sulla questione idrica in Regione: in Trentino la portata dell'Adige è dimezzata rispetto alla media storica – con un trend simile [...]
Cronaca
| 30 maggio | 08:17
Sono state ore di angoscia quelle vissute poi un anziano di 80 anni che nel tardo pomeriggio di ieri era uscito di casa senza più dare sue [...]
Cronaca
| 30 maggio | 06:47
Cosa accomuna i resti millenari di una mummia e un paio di occhiali in celluloide degli anni Trenta? Con questa domanda Certottica Group [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato