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Trento
11 novembre | 18:48

Primo semestre 2024, per l'economia del Trentino-Alto Adige mesi di luci e ombre. Il Pil cresce dello 0,5%, la manifattura soffre: ecco cosa rivela l'analisi di Bankitalia

Crescita contenuta e in linea con l'andamento nazionale nel primo semestre 2024 per l'economia del Trentino-Alto Adige: e arrivano segnali di rallentamento nel manifatturiero, principalmente a causa della debolezza di domanda estera (Germania su tutti) 

di Redazione

TRENTO. Nel primo semestre del 2024, l’attività economica nelle province autonome di Trento e Bolzano ha registrato una crescita contenuta, con un aumento del Pil reale di poco inferiore allo 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Numeri in linea con l’andamento nazionale.

 

Lo evidenzia l’aggiornamento congiunturale di Banca d’Italia, che restituisce l'immagine di una situazione di moderata espansione economica condizionata da fattori globali e locali

 

Il recupero del potere d’acquisto delle famiglie ha rappresentato un elemento positivo, ma l’incertezza del quadro economico internazionale, la debolezza della domanda interna ed estera e il perdurare di condizioni di finanziamento restrittive hanno limitato la dinamica di crescita. Tuttavia, viene sottolineato, l’allentamento monetario avviato a giugno potrebbe fornire un sostegno alla congiuntura nei prossimi mesi.

 

Luci e ombre dal settore produttivo: l’industria manifatturiera delle due province, a proposito di "ombre", ha affrontato un calo dei fatturati nominali, attribuito principalmente alla debolezza della domanda estera, con particolare riferimento a quella tedesca. Le esportazioni sono diminuite in Trentino, mentre in Alto Adige hanno mostrato un incremento, trainato però quasi esclusivamente dal comparto degli apparecchi elettrici. Nel settore delle costruzioni, la riduzione dei benefici fiscali legati al Superbonus ha determinato segnali di rallentamento, seppur mitigati dagli stimoli previsti dal Pnrr.

 

 

 

 

Tra le "luci", invece, le imprese dei servizi hanno proseguito la loro crescita, con il commercio al dettaglio e i settori di alloggio e ristorazione che hanno beneficiato di un aumento dei flussi turistici. Gli investimenti si sono mantenuti deboli nel manifatturiero, mentre hanno mostrato una dinamica positiva nei servizi.

 

Il mercato del lavoro ha registrato una performance positiva in Trentino, con un aumento dell’occupazione e una riduzione del tasso di disoccupazione. In Alto Adige, il livello occupazionale è rimasto elevato, con un tasso di disoccupazione stabile su valori storicamente bassi. Il reddito disponibile reale delle famiglie è aumentato, ma i consumi sono rimasti stagnanti. Sul fronte creditizio, la flessione dei prestiti si è attenuata in Alto Adige e quasi arrestata in Trentino, mentre il costo dei mutui per l’acquisto di abitazioni è calato, grazie a un maggiore ricorso ai finanziamenti a tasso fisso.

 

In conclusione dell'analisi, i prestiti bancari al settore privato non finanziario che hanno continuato a diminuire significativamente in entrambe le province, un dato influenzato dalla bassa domanda e dai costi elevati di finanziamento: in ogni caso la qualità del credito è rimasta elevata. I depositi a vista di famiglie e imprese sono cresciuti, così come il valore dei titoli a custodia, trainato dalla componente dei titoli di Stato.

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