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Trento
15 ottobre | 22:14

Container bloccati per settimane e rischi crescenti, ma Melinda segna il miglior liquidato della storia: "Acqua, difesa della produzione e marginalità sono le priorità"

Il Consorzio chiude la stagione commerciale con il miglior liquidato di sempre ma pesano le incertezze. Il presidente di Melinda, Ernesto Seppi: "Un risultato importante, ma sappiamo bene quanto sia difficile oggi fare agricoltura"

Container bloccati per settimane e rischi crescenti, ma Melinda segna il miglior liquidato della storia

CLES. Si è chiusa la campagna commerciale 2025/26 con il liquidato ai soci più alto della storia. Questo il risultato raggiunto da Melinda, il Consorzio che riunisce le cooperative frutticole della Val di Non e della Val di Sole.

 

“E' un risultato che ci dà soddisfazione perché premia il lavoro dei soci, delle cooperative e di tutto il personale, a cui va il nostro sincero ringraziamento, ma va letto dentro un contesto molto complesso, caratterizzato da una profonda incertezza”, commenta Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda. “Fare agricoltura oggi significa sostenere costi elevati, affrontare rischi crescenti e assumersi ogni giorno la responsabilità di un’impresa, con margini che però continuano a ridursi. Il nostro compito è fare tutto il possibile perché al lavoro e al rischio dei nostri soci corrisponda una remunerazione adeguata”.

 

I dati sono stati presentati dal Consiglio di amministrazione in vista dell'assemblea di novembre. Un risultato maturato in un contesto di profonda incertezza. Sul quadro generale pesano le tensioni geopolitiche, le difficoltà del commercio internazionale e l’aumento dei costi, che continuano a incidere sui bilanci di famiglie e imprese in Italia e in Europa e, inevitabilmente, anche su quelli delle aziende agricole.

 

Il fronte delle esportazioni è stato tra i più delicati. I conflitti in corso, spiega Melinda, hanno reso più complesse e insicure alcune delle principali rotte marittime internazionali. Diversi container sono rimasti bloccati o difficili da recuperare per settimane e il Consorzio ha dovuto individuare percorsi logistici alternativi per continuare a raggiungere i mercati esteri. A queste difficoltà si sono aggiunti il caro energia e l’aumento generalizzato dei costi di produzione, con un effetto diretto sulla redditività delle aziende: le spese aumentano e il margine che rimane al singolo frutticoltore si assottiglia.

 

"E' in questo scenario che i dati economici della campagna assumono un significato ancora maggiore", evidenzia Melinda. "A fronte di un raccolto di mele 2025 a oltre 410mila tonnellate, circa il 10% in più rispetto all’anno precedente, la campagna commerciale ha generato un fatturato lordo di circa 390 milioni di euro. Il liquidato ai soci ha superato i 220 milioni di euro". Il valore più alto mai raggiunto nella storia del Consorzio.

 

Un altro tema destinato a diventare sempre più strategico per l’agricoltura è la disponibilità di acqua. Nel 2022 la disponibilità annua di risorsa idrica in Italia, secondo i dati di Ispra, è scesa a circa 67 miliardi di metri cubi, il valore più basso mai registrato dal 1951 e inferiore di circa il 50% rispetto alla media del trentennio di riferimento. Anche il Trentino mostra segnali che richiedono attenzione.

 

Secondo le rilevazioni di Meteotrentino, la primavera 2026 è stata tra le più calde e siccitose degli ultimi decenni. Per il Consorzio, il tema riguarda tanto l’irrigazione nei periodi di siccità quanto la possibilità di alimentare gli impianti antibrina, fondamentali per proteggere le fioriture dalle gelate primaverili.

 

Alla disponibilità idrica si affianca poi la questione della difesa fitosanitaria, con problemi come cimice asiatica e scopazzi del melo che continuano a incidere direttamente sul lavoro e sulla redditività delle aziende.

 

A legare la gestione dell’acqua e la difesa dai patogeni delle colture è il cambiamento climatico che rende più incerta la disponibilità idrica e favorisce, al tempo stesso, la diffusione delle fitopatie. Questa stagione sembra essere positiva, un'ottima qualità seppur con una produzione in calo (Qui articolo), sembra essere stata positiva, anche per quanto riguarda la proliferazione degli insetti dannosi (Qui articolo) ma gli equilibri anche in questo caso sono molto delicati. 

 

“Acqua e difesa della produzione sono due priorità che non possono essere affrontate soltanto quando arriva l’emergenza. Servono ricerca, programmazione, e capacità di intervento tempestiva. Sulla difesa fitosanitaria riconosciamo la competenza e l’impegno di chi opera sul territorio, ma proprio per questo ci aspettiamo una presenza sempre più attenta sul campo e risposte all’altezza della rapidità con cui i problemi possono evolvere", conclude Seppi.

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