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''La Marmolada? Temo verrà trasformata in una montagna senza identità, senza personalità, senza cuore", l'allarme dell'ex gestore del Pian dei Fiacconi

Guido Trevisan, il gestore del rifugio Pian dei Fiacconi, distrutto da una valanga lo scorso dicembre: "È proprio in questi momenti che chi ha interessi speculativi lavora nel silenzio per portare avanti i propri interessi. Mi chiedo se oggi non siamo di fronte a un grande cambiamento in cui in nome dello sviluppo turistico, la Marmolada verrà trasformata in una montagna con un impianto, una pista da sci e nulla di più"

Di Lucia Brunello - 21 settembre 2021 - 18:10

TRENTO. Lo scorso 14 dicembre 2020 una valanga con un fronte nevoso di 600 metri ha travolto e distrutto il rifugio Pian dei Fiacconi, storica struttura punto di riferimento per tutti gli amanti della montagna e, soprattutto, della Marmolada.

 

La notevole quantità di neve caduta sulle vette dolomitiche durante lo scorso inverno, ha fatto sì che gli interventi di recupero e pulizia dei detriti venissero inevitabilmente rimandati.

 

L’ex gestore, nonché proprietario del rifugio andato distrutto, Guido Trevisan, non è rimasto con le mani in mano e ha trovato un nuovo lavoro come gestore del rifugio Caldenave (qui articolo) nel Lagorai. Trevisan era una personalità senz'altro preziosa per la Marmolada, e questo perché mosso, dai suoi gesti quotidiani alla sua visione d’insieme, da un animo ambientalista. Un animo che mai vorrebbe vedere le montagne ricoperte di cemento e acciaio, svendute, violate.

 

Purtroppo la situazione sulle nostre Dolomiti è critica. E non è esagerato dire che il volto che abbiamo sempre riconosciuto nei profili di queste montagne sta cambiando irrimediabilmente. Rifugi ristrutturati di sana pianta e ricostruiti in base a progetti che guardano solo al profitto, numerosi nuovi impianti di risalita: tutto questo fa parte di un piano di sviluppo turistico che passa attraverso interventi di modernizzazione e urbanizzazione delle Dolomiti, che presto farà fuggire con il viso rigato dalle lacrime chi la montagna l’ha sempre amata selvaggia, semplice e genuina.

 

Questa triste minaccia ha preso di mira anche la Regina delle Dolomiti, la Marmolada, che fino ad ora si era "parzialmente" salvata. E con un post, Guido Trevisan, ci vuole mettere in guardia su ciò che sta accadendo: “E’ un momento strano, nessuno ne parla più o comunque se ne parla poco e quando se ne parla poco cominciano i problemi”, scrive.

 

“È proprio in questi momenti che chi ha interessi speculativi lavora nel silenzio per portare avanti i propri interessi”, continua. “Io ho amato tanto questo luogo perché è unico, perché è per molti ma non per tutti, perché mantiene ancora quel qualcosa di romantico, di autentico. Perché quella pace e quel silenzio valgono ancora di più quando per raggiungerli bisogna fare un po' di fatica”.

 

“È sempre stata una montagna di tutti, tutti quelli che hanno sempre avuto voglia di salire e godersela con le pelli o a piedi. Mi chiedo se oggi non siamo di fronte a un grande cambiamento in cui in nome dello sviluppo turistico verrà trasformata in una montagna semplicemente come tutte le altre, quindi senza un'identità senza una personalità senza un cuore. Una montagna con un impianto, una pista da sci e nulla di più”.

 

“Penso che molti di voi abbiano cercato sulla Regina quelle sensazioni di pace e armonia che ti permettono di abbandonare per un po' il rumore, la frenesia e il caos quotidiano”.

 

“Ho già visto gestori di rifugi o impianti che da ospiti si sono autoproclamati padroni della montagna. La Marmolada è la montagna dei Fassani e di chi la rispetta e la ama. Se domani dovrete avere un pass per salire con le pelli invece che con l'impianto sarà una grandissima perdita per tutta la comunità e per tutti noi alpinisti”.

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