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Dopo il Pian dei Fiacconi, Guido Trevisan pronto a ripartire con un rifugio nel Lagorai. "Tanta voglia ed energia di costruire qualcosa di nuovo"

Dai 2.626 metri del rifugio Pian dei Fiacconi sulla Marmolada, ai 1.792 del rifugio Caldenave, nel Lagorai. E’ questo ciò che aspetta Guido Trevisan, gestore per oltre 20 anni del Pian dei Fiacconi, tristemente distrutto lo scorso 14 dicembre dopo essere stato travolto da una valanga

Di Lucia Brunello - 05 marzo 2021 - 12:51

TRENTO. Dai 2.626 metri del rifugio Pian dei Fiacconi sulla Marmolada, ai 1.792 del rifugio Caldenave, nel gruppo del Lagorai. E’ questo ciò che aspetta Guido Trevisan, gestore per oltre 20 anni del Pian dei Fiacconi, tristemente distrutto lo scorso 14 dicembre 2020 dopo essere stato travolto da una valanga (qui articolo).

 

Il fronte nevoso di 600 metri caduto quella sera ha spazzato via quella che per Trevisan era diventata la sua casa, frutto di tanto lavoro e fatica che lo aveva visto ristrutturare l'edificio con le sue mani. Un vero e proprio lutto per il gestore ma anche per tutti gli escursionisti che negli anni vi sono passati, lasciando il cuore e tanti ricordi tra quelle pareti. 

 

Guido Trevisan, però, non ha vacillato e ha subito scelto di guardare avanti, dichiarando che si sarebbe trovato un nuovo lavoro, sempre come rifugista. Ebbene, così ha fatto e ora, per Guido e la sua famiglia, si prospetta una nuova avventura in un luogo idilliaco e circondato di verde, quale è il rifugio Caldenave.

 

“Dopo la vicenda della valanga, mi sono guardato intorno e ho visto che erano usciti diversi bandi di rifugi in cerca di un gestore”, spiega Trevisan a ilDolomiti.it. “Tra questi, c’era anche il Caldeneve, un luogo che mi è sempre piaciuto tantissimo e che frequento da tempo con la mia famiglia”.

 

Guido Trevisan ha così partecipato al bando aggiudicandosi facilmente la sua gestione, visto il suo lunghissimo curriculum ed esperienza. “Ho sempre lavorato in alta montagna, e questa sarà la prima volta in media montagna. Ora vivo nel comune di Pergine, in un paesotto a 700 metri di quota. Ho quindi visto questa come un'opportunità per conoscere meglio il mio territorio da un punto di vista lavorativo e non solo”.

 

Il bando è un “4+4”, e quindi prevede che Trevisan lavori lì per 8 anni. Un tempo che può sembrare lungo, ma del resto il rifugista guarda alla realtà e sa che il suo Pian dei Fiacconi non potrà essere ricostruito in tempi brevi. “Questo per me è solo un arrivederci alla Marmolada, ma la strada per ricostruire il Pian è molto lunga. I tempi non saranno di un paio d'anni ma di almeno 5 o 6”.

 

“Nel 2021 vediamo se riusciremo a demolire il Pian dei Fiacconi. Poi penseremo al ricostruirlo in un luogo differente da dove era, visto che con quella valanga ho visto 20 anni di investimenti economici venire spazzati via. Dovrò dialogare con Comune e Provincia per trovare un punto d’incontro, ma penso non ci saranno problemi”.

 

Il nuovo impegno a tempo pieno di Guido Trevisan sarà quindi quello di gestore del rifugio Caldenave, e nel tempo “libero” ci tiene a far sapere che continuerà a portare avanti il suo ruolo nelle diverse campagne ambientaliste a favore di una montagna più pura e meno cementificata.

 

“Questa sarà la mia vita nei prossimi anni. Sono contento di iniziare una nuova avventura. Lo faccio con tanta energia e voglia di costruire qualcosa di nuovo”, conclude. 

 

Tutta la redazione de ilDolomiti.it augura a Guido e alla sua famiglia un buon lavoro!

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