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| 12 dic 2022 | 13:38

Al "Monte Lefre" un impianto con batterie al grafene. Il gestore: "Credo il mio rifugio sia il primo in Trentino. Così il fotovoltaico è più efficiente ed ecosostenibile"

Una scelta 'green', quella che da due mesi a questa parte è divenuta realtà nel rifugio "Monte Lefre" a Ivano Fracena: "Abbiamo investito su di un impianto fotovoltaico più efficiente, alimentato da batterie al grafene che contribuirà a un risparmio sulle spese di gestione della struttura"

Al "Monte Lefre" un impianto con batterie al grafene

CASTEL IVANO. Ultra-leggero, ultra-flessibile e ultra-resistente: un materiale che potrebbe abitare molte case del futuro, tanto che nel mondo si sta diffondendo in maniera sempre più capillare. É il grafene, ricavato dalla grafite, e impiegato, fra i vari utilizzi, anche per produrre batterie in grado di migliorare l'efficienza dei pannelli fotovoltaici: "Da un paio di mesi a questa parte, questo straordinario materiale è arrivato anche nel mio rifugio, che credo sia il primo in Trentino a avere un impianto alimentato a batterie al grafene", anticipa Gabriele Fabbro, gestore del rifugio "Monte Lefre" di Ivano Fracena, a Il Dolomiti.

 

Nel 1970 "mio zio, per primo, aveva preso in gestione la nostra struttura - spiega Fabbro - per poi passare il testimone a me nel 1988": da allora, Fabbro, la moglie e i figli hanno portato avanti l'attività di famiglia per lungo tempo e sempre "all'insegna dello stesso problema: qui, non abbiamo linea elettrica - dichiara amareggiato il rifugista -. Un problema non soltanto nostro ma di tutta la montagna, probabilmente l'unica in Trentino a avere tutt'oggi questo genere di disagi: il Comune non ha mai ascoltato le nostre richieste e così, negli anni, ci siamo dovuti ingegnare".

 

In particolare, dal 2000, la famiglia ha scelto di affiancare all' impianto a gasolio, che garantisce il riscaldamento e al generatore di corrente, un impianto fotovoltaico: "Prima alimentato con batterie al litio, poi grazie alla lungimiranza della ditta Tecnoluce di Strigno abbiamo optato per l'installazione di 12 pannelli di ultima generazione con invertitore capiente, alimentati in particolare da 3 batterie al grafene - sottolinea -. Un intervento da 38mila euro che rifarei anche domani - dichiara Fabbro -. Lo stiamo testando da un paio di mesi e ci sta già dando grandi soddisfazioni".

 

"Con il precedente impianto fotovoltaico l'energia prodotta ci bastava per un paio di giorni: attualmente, invece, il generatore lo accendiamo ogni 8 o 10 giorni, poiché il nuovo impianto è altamente performante, tanto che anche in giornate nuvolose riesce a 'caricare' un 20 o 30% di energia - rivela il gestore del "Monte Lefre" -. Sono davvero felice della scelta, soprattutto perché potrò, negli anni, aggiungere batterie nuove accanto a quelle già presenti senza intaccarle, cosa che con il vecchio impianto non potevo fare: mettendo una batteria nuova, quelle vecchie poste vicino si scaricavano infatti molto più velocemente", sottolinea. 

 

Una scelta 'green', quella che da due mesi a questa parte è divenuta realtà nel rifugio "Monte Lefre" a Ivano Fracena: "Un impianto più efficiente che contribuirà a un risparmio anche sulle spese di gestione della struttura", conclude Fabbro entusiasta. 

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