Dalla tomba di Walter Bonatti alla domanda: ''Preferisci il mare o la montagna?''. Smettiamo di ragionare per contrasti, la natura ci completa
Walter Bonatti oggi riposa affacciato sul mare, a Portovenere. Il sole cade nell'acqua proprio dietro alla sua croce. Le scogliere, tutt'intorno, si specchiano vertiginosamente nel blu. Più a est, tra nuvole arrossate dal tramonto, emergono i pennacchi bianchi delle Apuane

PORTOVENERE. Lo sciabordio del mare avvolge il paesaggio. È un respiro irrequieto che si schianta con vigore contro le scogliere. Su quelle scogliere in questi giorni ho fatto qualche tiro di corda. È sempre bello scalare a picco sul mare, tornando a casa con i capelli increspati di salsedine e con le gote arrossate dal riverbero dei raggi sull'acqua.
Non ho mai capito chi si ostina a domandare "preferisci il mare o la montagna?", come se propendere per un ambiente ne escludesse automaticamente un altro dalla cerchia delle emozioni. È un ragionare per contrasti che poco si addice al ventaglio di sentimenti che caratterizza qualsiasi persona.
Per comprenderlo è sufficiente portare un saluto a Walter Bonatti. Oggi riposa affacciato sul mare, a Portovenere. Il sole cade nell'acqua proprio dietro alla sua croce. Le scogliere, tutt'intorno, si specchiano vertiginosamente nel blu. Più a est, tra nuvole arrossate dal tramonto, emergono i pennacchi bianchi delle Apuane.
Qui mare e montagna si fondono, offrendo un paesaggio senza confini, senza dicotomie, senza contrasti. Qui è impossibile domandare "preferisci il mare o la montagna?", perché mare e montagna si contemplano; perché mare e montagna ci completano.













