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| 27 ago 2023 | 19:47

Trascorre una notte all'addiaccio "in una postazione militare austriaca" (FOTO e VIDEO), il racconto: "Un'esperienza indescrivibile"

"Le previsioni meteo non erano delle migliori, così ho deciso di accamparmi in una 'garitta' scavata nella roccia per la notte". Ecco il racconto dell'esperienza in quota

Trascorre una notte all'addiaccio "in una postazione militare austriaca", il racconto: "Un'esperienza indescrivibile"

MOENA. "Lo spirito d'avventura mi ha sempre spinto a ricercare in 'madre natura' posti e momenti per staccare e allontanarmi dalla società e dalla tecnologia". È la premessa al racconto di un momento "speciale", trascorso in un punto panoramico della ferrata Bepi Zac, "che da tempo volevo fare - anticipa Andrea Galiazzo a Il Dolomiti -. Mi sono ritrovato, visto il meteo incerto, a dormire all'addiaccio, circondato dalla bellezza delle vette: un'esperienza che ognuno di noi dovrebbe provare almeno una volta nella vita". 

 

"Le previsioni meteo non erano delle migliori - ricorda - o comunque molto variabili e mi è balenata quindi in mente l'dea di fare quest'esperienza in uno dei luoghi della Grande guerra. Così, ho pensato alla zona del gruppo Monzoni Costabella", dove sorge il famoso sentiero attrezzato Bepi Zac: "Una ferrata che avevo sempre voluto fare".

Partito con il cugino, i due hanno percorso il sentiero, decidendo poi di fermarsi per cenare e di dormire "in una garitta scavata nella roccia. Una nottata non troppo fredda, con temperature scese fino a 2 o 3 gradi ma abbastanza umida: durante il pomeriggio aveva infatti piovuto e c'era stato molto vento, ma noi eravamo già accampati nel nostro riparo di fortuna".

Un'esperienza "straordinaria che mi ha fatto capire ancora di più che gran parte dei lussi e molte delle cosiddette comodità della vita sono tutt'altro che indispensabili - fa notare l'uomo -. Dentro di me si sono mischiate una serie di emozioni, dalla felicità di essere lassù alla tanta tristezza per tutte le vite che si sono spente in quegli insediamenti in cui ci siamo accampati - conclude -. Svegliarsi con la vista del Catinaccio, del Sassolungo, della Marmolada e non solo è stato però davvero indescrivibile". 

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