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| 11 feb 2024 | 19:29

Lontano da chiasso e troppi turisti, "ho scelto di vivermi la montagna solo in notturna": storia dell'alpinista Filippo Pegoraro e delle sue FOTO straordinarie

"Ormai sono abituato ad uscire di casa al buio: probabilmente non riuscirei nemmeno più ad andare in montagna di giorno, fra decine di persone e chiasso". Sono esperienze di nicchia ma che "valgono la pena di essere sperimentate almeno una volta nella vita", quelle che l'alpinista e fotografo Filippo Pegoraro fa ogni volta che ne ha occasione, "per godere appieno dell'esperienza sulla montagna e anche per scattare qualche bella foto"

Lontano da chiasso e troppi turisti, "ho scelto di vivermi la montagna solo in notturna"

TRENTO. "Ormai sono abituato ad uscire di casa al buio: probabilmente non riuscirei nemmeno più ad andare in montagna di giorno, fra decine di persone e chiasso". Sono esperienze di nicchia ma che "valgono la pena di essere sperimentate almeno una volta nella vita", quelle che l'alpinista e fotografo Filippo Pegoraro fa ogni volta che ne ha occasione, "per godere appieno dell'esperienza sulle terre alte e anche per scattare qualche bella foto". 

 

Sono uscite che iniziano con il buio e i "rumori" della montagna, faticose ma ricche di soddisfazioni: "L'ultima è stata quella sul Vajo dei Camosci, nel gruppo del Carega, fatta accanto ad un amico e alla mia fidanzata - riferisce a Il Dolomiti -. Oltre a godermi le 'scalate', mi piace andare a caccia di albe e tramonti con la mia macchina fotografica: nel mio zaino, non mancano infatti anche obiettivi di varie dimensioni e un drone, che sicuramente mi 'appesantiscono' ma che porto con piacere, perché la passione per la fotografia è davvero tanta". 

 

"Per quanto riguarda l'uscita in notturna sul Gruppo del Carega, siamo partiti intono alle 4 del mattino con condizioni atmosferiche sicuramente anomale: in quota a quell'ora c'erano già 7 gradi. Dal rifugio Campogrosso abbiamo quindi cominciato la nostra salita in cordata verso la vetta - prosegue - al buio e con i soli 'suoni' della montagna. Dormire 2 ore e poi partire è faticoso, ma la montagna ripaga sempre della fatica". 

Giunti in cima, "con escursionisti che alle 08e30 erano già in maniche corte per il caldo (nonostante sia inverno)", i tre sono scesi dalla parte opposta rispetto alla via scelta per la salita, raggiungendo l'auto dopo 8 ore di cammino, "fatte con calma e godendoci ogni passo", conclude Pegoraro. 

Risultato dell'esperienza, oltre alla soddisfazione per la bella ascensione, delle straordinarie fotografie, che l'alpinista ha deciso di condividere anche sulle sue pagine social, dove spesso mostra gli scatti realizzati in quota: "Le escursioni in notturna sono un'esperienza che consiglierei a tutti. Per farle, è sicuramente necessario prestare attenzione ad alcune cose o avere un occhio di riguardo per la fauna selvatica, ma, imparate le nozioni di base, si tratta certamente di 'avventure' che meritano di essere sperimentate". 

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