"Una 'cappa' di umidità ha rischiato di rovinare tutto", a quota 2.000 per 'catturare' la via Lattea sulle Dolomiti (FOTO): "Così ho trascorso una nottata indimenticabile"
Il racconto di Nicolò Taborra è quello di un'escursione in quota (in notturna) 'a caccia' dello scatto perfetto, fatta senza lasciare nulla al caso: "C'è dietro una grande preparazione". E lo si nota nello strepitoso risultato: una serie di foto della via Lattea che "abbraccia" le Dolomiti (davvero) mozzafiato

PASSO CIBIANA. Dietro ad un "semplice" scatto ci sono ore di lavoro (e preparazione), dedizione ma soprattutto grande passione. Nicolò Taborra ha scoperto la fotografia qualche anno fa e, da allora, vi si è tuffato, cercando di carpirne ogni segreto per fare propria la disciplina. Oggi, dopo diversi tentativi non andati a buon fine nei primi anni in cui ha esordito, ma anche grazie a grandi soddisfazioni ottenute da concorsi internazionali per merito di molte ore di studio e sperimentazione, ha deciso di fare della macchina fotografica uno strumento di lavoro, che gli dà la possibilità di esplorare ed immortale le bellezze della natura.
"Sono un operaio - esordisce il giovane, intervistato da Il Dolomiti - ma di recente mi sono aperto una partita Iva: desidero che la fotografia diventi a tutti gli effetti il mio mestiere per insegnare a chiunque abbia voglia di migliorarsi e mettersi in gioco". Il talento e la passione ci sono, ed emergono in maniera evidente anche dagli ultimi scatti fatti di recente in quota, più precisamente sulle Dolomiti di Zoldo, nel gruppo del Bosconero.
"Sono partito verso mezzogiorno da passo Cibiana, con tutta calma, perché l'idea era quella di fare foto in notturna". Il racconto di Taborra è quello di un'escursione in quota 'a caccia' dello scatto perfetto, fatta senza lasciare nulla al caso: "C'è dietro una grande preparazione - tiene a sottolineare -. Prima di partire, ho controllato anzitutto con un'app i movimenti della via lattea e poi ancora il meteo, per scegliere la serata giusta in cui scattare".






Così, segnata la data migliore sul calendario, Nicolò ha preparato tutto il necessario per la spedizione, approdando a metà luglio sulle Dolomiti di Zoldo per 'catturare' la via lattea: "Sono arrivato in quota attorno alle 17 o poco prima. Ho cominciato a guardarmi attorno, memorizzando ogni scorcio e precipizio creandomi una mappa mentale per muovermi, qualche ora più tardi, al buio".
Con treppiedi alla mano, macchina fotografica e 'astroinseguitore' da utilizzare per "compensare la rotazioni terrestre e mantenere le stelle ferme con esposizioni più lunghe", Taborra ha poi atteso l'ora giusta: "Alle 23e30 ho cominciato a scattare e non mi sono fermato fino a mezzanotte e un quarto, quando una cappa di umidità ha cominciato ad avvicinarsi alla zona. Così, comunque soddisfatto, ho deciso di recuperare il mio sacco a pelo, mi sono steso e ho guardato l'alba".
Una bellissima nottata in quota che, anche (e soprattutto) grazie a diverse ore di post produzione (circa 10 ndr), ha consentito di ottenere delle fotografie davvero mozzafiato della via lattea che 'abbraccia' le Dolomiti: "È stata un'esperienza davvero straordinaria - conclude il giovane entusiasta -. Life is short and the world is wide ('la vita è breve e il mondo è vasto', questa la frase da cui trae continuamente motivazione ndr)".













