Contenuto sponsorizzato
| 03 ott 2023 | 19:27

"Prima ho trovato una latta del '14, poi sono stato aiutato da un alpinista austriaco'', l'esperienza sulla Bepi Zac: "Ci siamo commossi: 100 anni fa non sarebbe andata così"

"Quell'incontro mi è rimasto nel cuore, ci penso spesso". La racconta con grande emozione, Emanuele Agogliati, un'esperienza in quota vissuta accanto a un perfetto sconosciuto con il quale è riuscito a completare l'Alta via Bepi Zac "tendendoci la mano". Il racconto: "Davanti a me c'era un escursionista austriaco che non ci ha pensato due volte ad aiutarmi. Se ci fossimo incontrati in quegli stessi posti cent'anni prima sarebbe sicuramente andata in maniera diversa"

Prima ho trovato una latta del '14, poi sono stato aiutato da un alpinista austriaco''

MOENA. "Quell'incontro mi è rimasto nel cuore, ci penso spesso". La racconta con grande emozione, Emanuele Agogliati, un'esperienza in quota vissuta accanto a un perfetto sconosciuto con il quale è riuscito a completare l'Alta via Bepi Zac "tendendoci la mano". 

"Era la terza volta che ci andavo", premette Agogliati a Il Dolomiti, ricordando una salita sull'itinerario storico della Grande Guerra, dopo la pioggia. "Era molto scivoloso, soprattutto nei tratti non attrezzarti e procedevo quindi a fatica - spiega -. Davanti a me c'era un altro uomo: anche lui continuava a scivolare. Giunti in un punto meno esposto si è improvvisamente girato verso di me, tendendomi la mano". 

I due hanno quindi proseguito lungo la via attrezzata insieme, aiutandosi a vicenda, fino a raggiungere la vetta: "Lo abbiamo fatto insieme: è stato emozionante - confessa -. Giunti in cima ci siamo seduti con la voglia di chiacchierare un po' ma ci siamo presto accorti che parlavamo due lingue differenti: io l'italiano e lui tedesco. Abbiamo interagito con poche parole e gesti: così ho capito che era austriaco". 

 

"Dopo un po' ci siamo guardati in faccia, ci siamo abbracciati e abbiamo cominciato a piangere. Credo, anche se non ne sono certo, perché entrambi abbiamo fatto lo stesso pensiero - conclude commosso -. Se ci fossimo trovati in quella stessa zona cent'anni prima non ci saremmo tesi la mano ma ci saremmo sparati addosso. Poco prima di incontrarlo, avevo peraltro trovato sul sentiero una lattina datata 1914 (FOTO DI COPERTINA). Tutto quanto è accaduto quel giorno mi è parso non casuale".

Un momento tanto commovente quanto straordinario "al quale penso spesso. Non ci siamo scambiati i contatti e non ho più rivisto quell'uomo ma quell'esperienza mi ha dato molto e mi è rimasta nel cuore". 

Contenuto sponsorizzato