Contenuto sponsorizzato
Trento
15 dicembre | 11:42

Travolto da una valanga resta bloccato per un'ora ma lo salva uno scialpinista di passaggio, l'appello: "Aiutatemi a trovarlo: vorrei ringraziarlo"

Travolto da una valanga sul Catinaccio, è stato soccorso "da uno scialpinista che mi ha sentito urlare ed ha chiamato il Soccorso alpino. Frequento quelle montagne spesso: certi gesti in quota hanno sempre un grande valore". L'appello: "Aiutatemi a ritrovare la persona che mi ha salvato la vita: gliene sarò grato per sempre"

Travolto da una valanga resta bloccato per un'ora ma lo salva uno scialpinista di passaggio

CATINACCIO. È una storia di amore per la montagna ma anche per il prossimo, quella raccontata all'Associazione rifugi del Trentino, che sui social ha riportato la vicenda lanciando un appello: "La persona che ci ha contattati vuole ritrovare chi lo ha salvato in seguito ad un distacco nevoso sul Catinaccio che lo ha coinvolto, per ringraziarlo", fanno sapere. 

 

Si tratta di un fatto avvenuto nella mattinata di domenica 10 dicembre, quando una valanga di piccole dimensione si è staccata nel gruppo del Catinaccio in Val di Fassa. La massa di neve è scesa tra il rifugio Vajolet e il passo Principe, a una quota di circa 2.400 metri.

 

Distacco che ha coinvolto una persona, travolta (e 'sepolta') dalla neve. Uomo che, da solo, era riuscito in autonomia a liberarsi la parte alta del busto. Poi, incapace di muoversi (e dopo interminabili minuti d'attesa e tentativi), l'alpinista ha cominciato a gridare e a chiamare 'aiuto'.

 

"Di fatto - spiega all'Associazione rifugi del Trentino che riporta la storia, dal punto di vista del protagonista, lanciando un appello - salendo mi ero accorto che quel traverso era carico di neve infatti come mostra anche la traccia del Gps, sono tornato indietro. Ero da solo. Stranamente c'erano poche persone quel giorno nella conca del Vajolet. Colpito dalla valanga, dopo un'ora che armeggiavo mi sono reso conto che non riuscivo ad uscire da quel canale di neve", ricorda.

 

"Quindi ho incominciato a gridare aiuto: una persona, uno scialpinista che era verso il rifugio Vajolet mi ha sentito ed ha chiamato il Soccorso alpino. Stavo congelando e quei venti minuti finché è arrivato l’elicottero mi sono sembrati eterni ma devo veramente tanto a questa persona e voglio ringraziarla. Frequento il Catinaccio spesso, certi gesti in montagna hanno sempre un grande valore".

 

Così, l'uomo protagonista dell'incidente di domenica, che ora vorrebbe poter ritrovare la persona che ha allertato i soccorsi: "Se qualcuno si riconosce nella persona che ha chiamato i soccorsi ci contatti", concludono dall'Associazione. 

 

"Amico mio sconosciuto, la grande passione che ci unisce per la montagna ci ha portati nello stesso posto per lasciarmi la vita - commenta l'alpinista -. Ti sono e sarò per sempre grato per questo e per il senso di prudenza che da qui e in avanti avrà sempre più un ruolo importante per godere le nostre montagne".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 18:26
La Giunta provinciale ha introdotto delle misure per “razionalizzare la fruizione delle risorse idriche”: in particolare, Consorzi di bonifica [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:20
L'incendio è scoppiato all'interno del Ristorante Pizzeria Capriccio di San Michele all'Adige ed è partito da un elettrodomestico. L'immediato [...]
Cronaca
| 07 agosto | 17:09
Gli aggiornamenti della Provincia di Bolzano sul progetto di monitoraggio attivo in Alto Adige: “Solo grazie ai risultati della ricerca – dice [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato