"Era una serata come le altre ma una notifica sul cellulare ha cambiato tutto" (FOTO), il racconto di una notte 'a caccia' di aurore a Passo Fedaia
"Era una serata come le altre ma una notifica sul cellulare ha cambiato tutto". Ecco il racconto, di Simone Prà, di una notte trascorsa 'a caccia' di aurore boreali: "Dal Passo Giau a Passo Fedaia, ci siamo spostati riempiendoci gli occhi di meraviglia"

PASSO FEDAIA. "Era una serata come tante altre, ero a casa mia tranquillo e stavo guardando la tv con mio papà, quando ad un certo punto lui, guardando il telefono, ha cambiato espressione di colpo". Esordisce così Simone Prà, che racconta un'esperienza che difficilmente dimenticherà.
Tutto è avvenuto nella serata di ieri, 10 maggio, quando i cieli del Trentino Alto Adige (e non solo) si sono tinti di sfumature dal rosa al rosso vivo. Uno spettacolo atteso da molti e prontamente catturato in scatti che hanno fatto il giro del web.
Nel corso della notte appena trascorsa molti, infatti, non hanno potuto che stare con il naso all'insù. Il fenomeno è iniziato poco dopo le 19 italiane ed è durato per diverse ore anche dopo la mezzanotte. Le aurore sono state osservate in tutta Europa, anche a latitudini molto meridionali. Come si legge su L'Altramontagna, "quella che si è verificata è la tempesta geomagnetica più potente degli ultimi vent'anni" (QUI I DETTAGLI).
Un fenomeno che anche Simone ha tenuto ad osservare 'più da vicino', tanto che, zaino (e macchina fotografica) in spalla, è partito con il padre alla volta di Passo Giau: "A mio papà - prosegue nel racconto - era appena arrivata una notifica da un'app che segnala possibili aurore boreali alle nostre latitudini, e non appena abbiamo visto che l'indice Kp era molto alto, ci siamo subito confrontati se valeva la pena di partire".
"Dopo una decina di minuti di discussione - ricorda - abbiamo preso la macchina fotografica, obbiettivi e treppiede e abbiamo cominciato a salire verso Passo Giau. Arrivati lì, le condizioni peró non erano il massimo, perché ad accoglierci c'era un nebbione clamoroso. Ma per nostra fortuna, un piccolo varco verso Ra Gusela c'era e quindi scesi velocissimamente dalla macchina, preso la reflex e il treppiede abbiamo scattato le prime foto".
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La serata dei due 'a caccia' di aurore boreali non si è però conclusa in quel momento (e nemmeno in quel luogo): "Nonostante le condizioni pessime, quel poco che siamo riusciti a vedere dell'aurora era una meraviglia per gli occhi. Da lì, il cielo però si é chiuso subito dopo e dopo tre quarti d'ora di inutile attesa, abbiamo deciso che valeva la pena di cambiare zona e, incrociando le dita, abbiamo cominciato a scendere dal passo".
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"Lungo la discesa, vedendo che in cielo si cominciava ad intravedere qualche stella, abbiamo scelto che il nostro secondo tentativo ce lo saremmo giocati sul Passo Staulanza, ma arrivati verso Santa Fosca, siamo stati sorpresi dalla pioggia - conclude -. Preoccupati e un po' demoralizzati, ci siamo giocati la nostra ultima carta: provare ad andare sul Passo Fedaia. Questa per nostra grande fortuna si è rivelata la scelta vincente, e dopo tutta questa drammatica rincorsa, abbiamo ammirato la meraviglia".
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Della straordinaria esperienza restano differenti fotografie (mozzafiato), che Prà ha deciso di condividere anche sui social, raccontando una "nottata davvero spettacolare".

















