Trascorrono la notte in auto perché gli hotel sono pieni, poi il risveglio e l'escursione in quota per vedere il lago "tinto di rosso": il racconto di una gita negli anni Cinquanta
Prima la notte in una "mitica Fiat 600", poi la gita al lago di Tovel, che allora si tingeva ancora di rosso. Il racconto: "Così mio zio arrivò dalla Puglia con un amico per vedere le bellezze trentine. Fu un'esperienza indimenticabile"

TRENTO. "Erano gli anni Cinquanta a Malosco e mia madre ci svegliò dicendo che la sera prima era arrivato da Taranto mio zio Tonino con un amico a bordo di una Fiat 600". A parlare è Mauro Lupoli, amministratore della pagina Facebook "Anaunia - Val di Non", che nelle scorse ore ha tenuto a raccontare (con tanto di fotografie) un episodio avvenuto ormai molti anni fa sulle sponde del lago di Tovel, che allora (e fino al 1964) si tingeva ancora di rosso.
"Era ferragosto - rivela - e di posto per dormire non ce n'era in nessun albergo e i due (l'amico e lo zio ndr) passarono la notte in auto. Il giorno successivo mia madre trovò per i due viaggiatori ospitalità da un contadino, che andò a dormire in fienile per cedere la camera vicino alla stalla ai 'siori'".
Un racconto, quello di un'escursione fatta negli anni Cinquanta nella zona del lago di Tovel, osservato nel periodo in cui si tingeva di rosso, che rimanda ad una gita rimasta impressa nel cuore di uno dei protagonisti dell'avvenuto.
RIPORTIAMO DI SEGUITO IL TESTO COMPLETO DI LUPOLI:
Mio padre non c'era, era al lavoro a Milano. La mattina del giorno dopo mio zio, l'amico e i miei fratelli partimmo per il lago di Tovel, che mio nonno aveva indicato come meta eccezionale. Dopo aver comperato dei panini imbottiti di gramolato di Cavareno alla Sait scendemmo verso Dermulo.
A Tuenno chiedemmo indicazioni ad un baccano che guardò stupito la targa TA. Molta strada bianca, ma poco traffico e alla fine seppur sbuffando e con qualche rabbocco al radiatore, con la mitica 600, che si era già divorata oltre 1000 chilometri senza problemi risalendo la penisola, arrivammo a Tovel.
Che dire? Stupendo! Mio zio Tonino rimase incantato, scherzosamente diceva che le piccole cascate erano di vino bianco, poi tirò fuori la Rolleiflex astucciata in pelle, con pellicola Ferrania Color e scattò molte foto. Che fine avranno fatto? Sarebbe molto bello trovarle perché il fenomeno del lago rosso dopo pochi anni (1964 ultima colorazione ) è cessato per sempre. Lanciavamo un sasso e vedevamo il rosso diradarsi.
Nel pomeriggio lo spettacolo era stupendo con alcune parti del lago veramente color rosso. Ora Tovel è un bel lago alpino, ma niente di straordinario. Le alghe senza "la grassa" proveniente dai pascoli non si riproducono più.
Pochi possono dire di aver visto Tovel rosso e anche se ero solo un bambino c'ero anch' io.














