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Trento
17 novembre | 20:45

L'addio dopo 58 anni di Rosetta e Claudio allo storico albergo Passo Brocon: "E' stata la nostra casa. Dalle strade non asfaltate a oggi abbiamo visto il turismo cambiare"

L'annuncio in pochissimo tempo ha raccolto decine di commenti e ricordi da parte di clienti, amici e turisti di passaggio: "Per oltre sessant’anni il Passo Brocon è stato la nostra casa, il luogo dove abbiamo vissuto, lavorato e accolto con gioia generazioni di viaggiatori, amici, sportivi e amanti della montagna. Ogni stagione, ogni volto, ogni risata condivisa resterà per sempre parte di noi" 

di Giorgia De Santis

PASSO BROCON. Dopo oltre cinquant'anni di storia fatta di accoglienza e vita vissuta in alta quota, l'albergo Passo Brocon cambia gestione. L'annuncio è arrivato tramite un post sulla pagina Facebook della struttura, che in pochissimo tempo ha raccolto decine di commenti e ricordi da parte di clienti, amici e turisti di passaggio: "Per oltre sessant’anni il Passo Brocon è stato la nostra casa, il luogo dove abbiamo vissuto, lavorato e accolto con gioia generazioni di viaggiatori, amici, sportivi e amanti della montagna. Ogni stagione, ogni volto, ogni risata condivisa resterà per sempre parte di noi" scrivono Rosetta Zampiero e Claudio Paternolli, proprietari dell'albergo. 

 

Sotto il post, una pioggia di ricordi scritti da militari che che venivano accolti infreddoliti anche solo per scaldarsi un momento, boscaioli che trovavano il caffè pronto prima di cominciare a lavorare, forestali, operai degli impianti, ma anche semplici escursionisti e famiglie. Tutti hanno raccontato la stessa sensazione di casa che si provava al Passo. 

 

Proprio ieri, 16 novembre, ormai ottantenni, Rosetta e Claudio hanno deciso di cedere l’attività a Valentina Dragutan, che proseguirà la tradizione familiare a 1.616 metri di altitudine assieme al compagno Roberto, alla figlia Olga, al compagno Viktor e ai loro quattro figlio, provenienti da Marghera.

 

Un capitolo di storia che si chiude ma che ha molto da raccontare: Rosetta Zampiero, classe 1948, arriva al Passo Brocon nel 1951, quando il padre Erminio “Sciopo” Zampiero gestiva l’albergo Pizzo degli Uccelli. Le estati le trascorreva lassù, mentre d’inverno la famiglia si trasferiva al Bar Busana, senza però dimenticare l’albergo: per controllarlo affrontavano dieci chilometri di cammino, carichi di provviste, dormendo in masi disabitati o in bivacchi improvvisati.

 

Negli anni ’60 inizia la costruzione dell’attuale Albergo Passo Brocon, inaugurato ufficialmente nel 1967. Dopo la morte di Erminio, nel 1973 Rosetta e il marito Claudio, sposati da poco, assumono definitivamente la gestione.

 

Negli anni Sessanta e Settanta arrivarono le novità che rivoluzionarono la vita dell'albergo: nel 1970 la strada venne asfaltata, nel 1976 arrivò l’elettricità e nel 1979 il telefono, che pose fine ai lunghi viaggi a valle per consegnare messaggi o ricevere notizie.

 

Ma non è sempre andato tutto liscio: dall’incendio negli anni 80, alla tromba d’aria negli anni 90 che portò via il tetto, fino alla chiusura imposta dal Covid del 2020. L’albergo però è sempre rimasto un posto non solo dove poter dormire o mangiare, ma anche il centro vitale del passo, punto di riferimento per chiunque passasse lassù.

 

"Abbiamo trovato una famiglia che manterrà lo stesso spirito di gestione familiare"- racconta il figlio Stefano Paternolli, oggi direttore e maestro della scuola di sci Lagorai - "Per i miei genitori non è stato semplice. Il Passo Brocon è stato la loro vita per 58 anni. La vista sulle Pale di San Martino, le albe e gli inverni duri, tutto questo mancherà. È un impatto emotivo enorme, ma ora possono finalmente godersi la pensione che meritano".

 

"All’epoca non c’erano strade asfaltate, luce, né telefono. Si lavorava con fatica, gli inverni erano più severi, le strade chiuse spesso per la neve. Poi tutto è cambiato: dai primi turisti fino all’intelligenza artificiale di oggi. Questo posto ha vissuto un cambiamento incredibile" ricorda il figlio Stefano. 

 

La nuova gestione aprirà ufficialmente il 5 dicembre. L’eredità lasciata da Rosetta e Claudio fatta di amore e accoglienza però, resterà sempre la filosofia dello struttura, anche se ora scenderanno a valle.

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