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Trento
10 dicembre | 18:26

Ha accompagnato la vita del paese dal 1967, oggi chiude il Bar Chin: "Non è stata una vita facile, con orari faticosi anche fino a tarda notte. Ora ci godremo la pensione''

La sua storia però affonda le radici nel 1950 Toni Chin apriva le porte del suo piccolo locale preso in affitto. Nel corso degli anni, il testimone passò a Roberto, figlio di Toni e Aurelia, che insieme alla moglie Tiziana, ha continuato l'opera dei genitori, mantenendo vivo lo spirito che aveva reso il bar un pezzo fondamentale della vita sociale di Castelnuovo

di Giorgia De Santis

CASTELNUOVO. "Oggi è un giorno speciale e un po' emozionante per Castelnuovo. Il Bar Chin chiude le sue porte nella sede storica che ha accompagnato la vita del paese dal 1967". Questo è il triste annuncio che si legge sulla pagina Facebook del comune di Castelnuovo che dopo quasi sessant'anni di attività ha visto chiudere ieri, 9 dicembre, la storica sede del bar, punto di ritrovo per tutta la comunità. 

 

La sua storia però affonda le radici molto tempo prima: era il 1950 quando Toni Chin apriva le porte del suo piccolo locale preso in affitto nell'edificio adiacente che sarebbe poi diventata la sede definitiva. Aperto inizialmente dal nonno, come un negozio di alimentari unito ad un tabacchino, si è unito poi il bar, e dal 1953 insieme a sua moglie Aurelia, l'attività ha preso forma grazie ad un lavoro fatto di accoglienza, e spirito di comunità che avrebbe gettato le basi per il futuro a venire. 

 

Quello che inizia come un'attività familiare si trasforma presto in un punto di riferimento imprescindibile per tutti. Nel 1967, il Bar Chin si trasferisce nell'edificio che tutti oggi conoscono, dando vita a un luogo di ritrovo che sarebbe diventato simbolo di accoglienza e ospitalità. Nel corso degli anni, il testimone passò a Roberto, figlio di Toni e Aurelia, che insieme alla moglie Tiziana, ha continuato l'opera dei genitori, mantenendo vivo lo spirito che aveva reso il bar un pezzo fondamentale della vita sociale di Castelnuovo.

 

"Per 35 anni mia moglie è stata il mio braccio destro - ha spiegato Roberto -. Non è stata una vita facile, tra sabati e domeniche, gestire e condividere le difficoltà tra famiglia e amici, con orari faticosi anche fino a tarda notte,  ma abbiamo sempre continuato a portare avanti l'attività". 

 

Il bar Chin non è mai stato solo un semplice bar, ma un luogo d'incontro, un angolo di conversazione quotidiana, dove incontrarsi, discutere, bere un caffè in compagnia, un pezzo vivo della memoria collettiva. 

 

"Un ricordo che mi stringe il cuore e che resta vivido nella mia mente è quando è nata la mia prima figlia - racconta commosso Roberto - rispetto agli altri genitori non potevamo portarla a passeggiare al parco, e quindi eravamo costretti a tenerla nel passeggino dietro al banco dove mentre noi lavoravamo lei ci guardava. Per fortuna c'era mia madre che mi ha sempre supportato fino a quando è stata in grado, ed è anche grazie a lei se abbiamo portato avanti l'attività". 

 

Ora Roberto e Tiziana potranno godersi la pensione, con la sicurezza che il futuro del locale andrà avanti con un'altra storia : " I clienti sono rimasti spiazzati perché ormai per loro era un abitudine, ma ho ricevuto tante belle parole per il servizio, la gentilezza e la cortesia e gli auguri per il meritato riposo"- ha commentato Roberto-. "Ora la gestione andrà ad un ragazzo che vive nel paese affianco a Castelnuovo, e i clienti sono molto contenti, come lo siamo anche noi". 

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