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| 01 set 2022 | 18:18

Alla ''Bonatti'' e alla ''Stern'': due approcci diversi di vivere la montagna che osservati insieme possono educarci

La prima è quella degli alpinisti, dei dislivelli, delle pareti, delle guglie più aguzze e delle cordate. È un mondo verticale che trova pace solo nelle croci di vetta. Imbraghi, rinvii, cordini, reversi, chiodi, friends. La seconda è più delicata e orizzontale. Dei campanacci delle vacche, dei bombi sui cardi, delle balle di fieno. Il sano profumo emanato dal letame, le malghe, i riflessi dorati dei campi la sera. È quella del rispetto verso la propria terra

Alla Bonatti'' e alla Stern'': due approcci diversi di vivere la montagna che osservati insieme possono educarci
di Pietro Lacasella

TRENTO. Esistono diversi modi di vivere la montagna. Semplificando molto (e sottolineo molto), tuttavia, penso si potrebbero riassumere in due macro-categorie. La prima di queste la chiameremo “Bonatti”. È quella degli alpinisti, dei dislivelli, delle pareti, delle guglie più aguzze e delle cordate. È un mondo verticale che trova pace solo nelle croci di vetta. Imbraghi, rinvii, cordini, reversi, chiodi, friends. È quella delle angosce più profonde - spesso induce a pensare "chi me l’ha fatto fare!" - ma, allo stesso tempo, è anche quella delle soddisfazioni più intense. È quella delle emozioni condivise e della fiducia riposta nelle mani del compagno.

 

La seconda, la categoria Stern, è più delicata e orizzontale. Al grigio-bianco della Bonatti, subentrano i colori delle stagioni; alle rocce spelacchiate i pascoli e le stalle; ai licheni dei tremila, il muschio e i funghi dei mille e due. È quella dei fumi esalati dai boschi dopo un temporale estivo; degli alberi goffi sotto la neve. Dei campanacci delle vacche, dei bombi sui cardi, delle balle di fieno. Il sano profumo emanato dal letame, le malghe, i riflessi dorati dei campi la sera.
È quella del rispetto verso la propria terra.

 

Due mondi lontanissimi, forse, ma allo stesso tempo complementari. Se osservati insieme possono educarci con i loro valori. I predetti rispetto e condivisione, infatti, sono un ottimo antidoto a questo vivere sempre più utilitaristico ed egoista. Due mondi a cui dovremmo rivolgere maggiormente lo sguardo, senza immaginarli come un autosalone a cielo aperto in cui sfoggiare il nuovo suv, bensì come una biblioteca da cui attingere i saperi per un vivere meno frenetico e più sostenibile.

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