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Trento
30 agosto | 16:00

Ecco il nuovo rifugio Pedrotti: un "faro di montagna" per essere visibile agli escursionisti. Facchini: "E' la prima volta che avviamo un concorso di progettazione"

Sono arrivati più di 60 elaborati per la ristrutturazione del Rifugio T. Pedotti alla Tosa a San Lorenzo Dorsino. Ad aggiudicarsi il bando Stefano Pasquali, Samantha Minozzi, Alberto Stangherlin, Andrea Moser: "Siamo partiti dall'idea del rifugio come riparo e sempre ben visibile agli escursionisti, un 'faro di montagna' che sia un punto di riferimento"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Siamo partiti dall'idea del rifugio come riparo e sempre ben visibile agli escursionisti, un 'faro di montagna' che sia un punto di riferimento". A parlare è Stefano Pasquali, progettista e capogruppo della squadra di lavoro vincitrice del concorso di progettazione per la ristrutturazione del Rifugio T. Pedotti alla Tosa,  nel Comune di San Lorenzo Dorsino in provincia di Trento. Il progetto è emerso tra più di 60 proposte.

 

"La via intrapresa da Sat - spiega la presidente Anna Facchini - è stata quella di avviare una procedura di concorso di progettazione, intesa come occasione di confronto di idee e di esperienze, di apertura a nuovi fermenti culturali, a innovazioni tecniche e tecnologiche, coinvolgendo i competenti servizi Provinciali del Turismo e gli Ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri. E' la prima volta che la Sat dà avvio a un concorso di progettazione per rinnovare un rifugio".


Ad aggiudicarsi il bando sono stati Pasquali, i progettisti Samantha Minozzi e Alberto Stangherlin e il consulente Andrea Moser. Una collaborazione importante quella instaurata da Sat insieme agli Ordini professionali degli Architetti e degli Ingegneri per la ristrutturazione dell’ultimo piano del rifugio Pedrotti elaborato attraverso bando e un concorso sulla piattaforma Concorrimi coordinato dall’architetto Tiziano Chiogna.

 

La storia di questo intervento ha preso avvio oltre una decina di anni fa: sul tavolo degli amministratori un grande dilemma: "Demolizione totale con ricostruzione? Radicale ristrutturazione di tutto l’edificio? Ristrutturazione parziale per salvaguardare la storia della parte originaria della struttura?" sono state queste alcune delle domande che si è posta Sat negli ultimi anni.


"Negli anni ci siamo confrontati molto e abbiamo considerato il valore storico e culturale del rifugio - sostiene la vicepresidente di Sat, Iole Manica - rivendichiamo la nostra attenzione a questi principi, quindi abbiamo salvaguardato il rifugio, concentrandoci su una ristrutturazione parziale del tetto e del sottotetto".

 

Il gruppo di lavoro vincitore aggiunge: "Ci siamo chiesti cosa fosse il rifugio per noi, una sorta di riparo dalle intemperie. Il rifugio deve essere visibile per questo avrà un tetto rosso. La chiave di volta è stata la scala di emergenza portata in facciata. Un edificio che diventa un grande faro di montagna. Abbiamo scelto delle strutture leggere anche per una questione di ottimizzazione di costi e trasporti".

L'importo del progetto per ora a 990mila euro, sostiene Sat. "Avremo tempi serrati, vogliamo concretizzare il progetto e renderlo definitivo entro la fine dell'anno per iniziare i lavori già durante la prossima stagione", sostengono i progettisti. I posti letto del rifugio rimarranno invariati, ma "è previsto un aumento di cubatura del 5%".

 

Il progetto vincitore è stato proclamato in seduta pubblica, lo scorso 28 luglio dalla commissione giudicatrice, costituita dall’ingegnere Roberto Bertoldi, membro designato da Sat, dall’ingegnera Valentina Eccher, membro designato da Ordine degli ingegneri, dall’architetto Simone Cola, membro designato da Ordine Architetti.

 

Sono seguite poi le necessarie verifiche sulla documentazione amministrativa e le incompatibilità. I prossimi step saranno definire il cronoprogramma che scandirà le tappe successive.

 

Il progetto è visibile sul sito www.concorrimi.it.

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